8 de febrero de 2008

SOS DI GIOVANNI MARGIOTTA
(VICE-PRESIDENTE DEL COMITES DI MARACAIBO) ALLE AUTORITÁ IN ITALIA: "GLI ITALIANI DEL VENEZUELA SONO A RISCHIO COSTANTE DI SEQUESTRO "

“Il sequestro nell'occidente del Paese è diventata una professione di grande rendimento economico”

MARACAIBO - Ormai siamo davvero in emergenza! In Venezuela si esce di casa la mattina senza sapere se si torna a casa la sera. Si lavora, si cerca di svolgere una vita normale, ma siamo consapevoli che prima o poi potrà toccare a chiunque di noi. Chiunque abbia una grande, media o piccola impresa privata, é nel mirino dei sequestratori. L'industria del sequestro è in pieno auge, al punto di rapire nella stessa giornata ben quattro persone, una delle quali è una bimba di 12 anni.
Attualmente sono tre gli italiani che nel giro di due settimane sono stati sequestrati e di loro non si ha notizia. Una donna di 34 anni, di origine siciliana, Farruggio, un pescarese di 43 anni, Luigi Rossi, l'ultimo della serie, il giovane ingegnere di 24 anni, Juan Carlos Gallina, di origine pugliese.
Quest'ultimo fa parte di una grande famiglia di imprenditori friulani, titolari di una grande catena di supermercati e di imprese di costruzioni edili, già colpita in passato da un altro sequestro per la cui liberazione ha pagato un'ingente somma di denaro. Il veicolo su cui viaggiava il Gallina, mentre si recava a vistare la fidanzata in una zona centrica della città di Maracaibo e in pieno giorno, é stato trovato con il finestrino rotto e sangue sui sedili. Ciò significa che il giovane ha offerto resistenza e pur ferito, i malviventi se lo son portato via.
La situazione é drammatica. Ormai l'obbiettivo principale siamo noi, italiani, quelli che hanno tanto lottato fin dai tempi della prima emigrazione per acquistare un certo grado di stabilitá economica, il vero motore di questo paese, propulsore di mille attività e datore di centinaia di migliaia di posti lavoro.
Il sequestro nell'occidente del Paese è diventata una professione di grande rendimento economico. Siamo in pieno far west. E gli italiani del Venezuela, particolarmente di Maracaibo, aspettano pietosamente l'intervento diretto e deciso del nostro governo.
Abbiamo apprezzato la telefonata avuta dall'ex premier Prodi con il Presidente Chavez, chiedendo di intervenire nella liberazione della ex parlamentare colombiana Ingrid Betancourt.
Anche il ministro D'Alema si era rivolto al presidente venezuelano per chiedere il suo intervento presso le FARC.
Richiesta consolidata dal presidente della Camera dei Deputati Bertinotti durante la sua visita a Caracas. Lo stesso Bertinotti doveva incontrare i rappresentanti della collettivitá italiana, che avrebbero voluto raccontargli di persona la difficile situazione dei sequestri che si vive in Venezuela. Purtroppo, per mancanza di tempo, l'incontro in agenda veniva cancellato.
Non ci resta che sperare che il parlamentare, accanto al suo interessamento per la Sra. Betancourt, abbia espresso al Presidente Chavez anche la sua preoccupazione per i connazionali italiani colpiti dalla stessa sorte.
Scrivo come presidente dell'Associazione Abruzzese dello Stato Zulia, nonché vicepresidente del Comites della circoscrizione di Maracaibo e come direttore dell'ITALO, per lanciare un SOS alle nostre autorità in Italia, affinché prendano coscienza una volta per tutte che gli italiani del Venezuela e particolarmente nell'occidente del Paese al confine con la Colombia, si trovano in una situazione di costante pericolo di sequestro e vivono quindi momenti di ansia ed angoscia.
Il Comites di Maracaibo, così come la nostra Associazione sono in costante contatto con le autorità italiane nel Paese e con quelle locali. Si sono incontrati personalmente con il sindaco della Città Giancarlo Di Martino, il quale si ha promesso di impegnarsi a fondo per la cattura delle bande malavitose. Frequenti gli incontri con i funzionari Anti Sequestro presso l'ambasciata di Caracas. Sappiamo che stanno svolgendo un ottimo lavoro, offrendo la loro consulenza alle forze di polizia nelle indagini ed alle famiglie dei rapiti, ma evidentemente non é sufficiente.
I governi cambiano, ma le istituzioni restano. Ci auguriamo che l'Italia intervenga in questa situazione che é diventata drammatica.
(Giovanni Margiotta - L'ITALO)
BORSE DI STUDIO PER I FIGLI E I DISCENDENTI DI FRIULANI NEL MONDO, AL CONVITTO " PAOLO DIACONO"
La struttura di Cividale del Friuli bandisce due concorsi per borse di studio, dedicate ai giovani discendenti di friulani all’estero, e posti presso le sue strutture, riservato a ragazzi di origine italiana o stranieri. Le domande entro il 20 marzo 2008.
CIVIDALE DEL FRIULI - Il Convitto nazionale di Cividale del Friuli “Paolo Diacono” bandisce per l’anno scolastico 2008-2009 due concorsi per l’assegnazione di borse di studio e posti riservati a studenti di origine italiana o cittadini esteri e studenti figli o discendenti di corregionali all’estero del Friuli Venezia Giulia per la frequenza delle scuole superiori ad esso collegate.
Il primo bando riguarda, nello specifico, l’assegnazione di 20 borse di studio della durata di un anno o semestre per le frequenza degli istituti scolastici del Convitto e di quelli superiori della provincia di Udine riservato ai figli o discendenti dei corregionali del Friuli Venezia Giulia residenti all’estero. Il numero delle borse potrebbe variare in ragione dei finanziamenti pubblici assegnati a questo progetto denominato “Studiare in Friuli”.
Il secondo è un concorso per l’assegnazione di posti riservati a studenti di origine italiana o stranieri per promuovere la formazione scolastica degli stessi negli istituti annessi o collegati al Convitto.
Liceo scientifico, classico, Istituto socio-psico-pedagogico e linguistico sono le strutture annesse al polo formativo di Cividale, l’Istituto tecnico agrario, quello commerciale, quello tecnico e l’Istituto professionale sono le scuole superiori ad esso annesse.
I candidati devono essere di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in possesso di un sufficiente
grado di comprensione della lingua italiana e devono frequentare nei paesi d’origine una scuola simile all'indirizzo scolastico superiore italiano nel quale chiedono l'iscrizione.
Per i figli di corregionali o discendenti di essi il Convitto assume a proprio carico le spese di vitto, alloggio, spese sanitarie, attività culturali e ricreative svolte all’interno dell’Istituto, come quelle per gite, se limitate ad un giorno solo, organizzate da esso. Le spese di viaggio sono invece a carico dei partecipanti, che sono tenuti a versare una cauzione di 440 euro al momento dell’ingresso nella struttura, che verrà loro restituita al termine del periodo di studio.
Anche studenti in possesso del visto d’ingresso in Italia, ma non assegnatari di una borsa di studio, possono iscriversi, a pagamento, qualora volessero partecipare al medesimo progetto. (Il costo, per l’intero anno scolastico è pari a 4.400 euro).
La domanda di ammissione può essere stampata dal sito http://www.cnpd.it/, e deve essere presentata, insieme alla documentazione richiesta, direttamente o a mezzo raccomandata A/R entro e non oltre il 20 marzo 2008 al seguente indirizzo: Convitto Nazionale “Paolo Diacono”, Piazzetta Chiarottini, 8 - 33043 Cividale del Friuli, oppure inviata all’Ente Friuli nel Mondo o inviata via e-mail presso i seguenti indirizzi: segreteria@cnpd.it oppure info@friulinelmondo.com. Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://www.cndp.it/.
TANTI, TROPPI SECUESTRI

Sono tanti. Troppi. Ed il numero cresce ad una velocità preoccupante. Dal 16 gennaio ad oggi, sono stati sequestrati ben cinque connazionali; quattro dei quali nello Stato Zulia.
Fabio Zavagnini, appena 23 anni, è stato rapito nei pressi della ditta M2, nel quartiere "Brisas de Maras" di Maracaibo. Il 30 gennaio è toccato a Giuseppina Farruggio, 33 anni di origine siciliana. Si accingeva a salire nella sua automobile, nel parcheggio dell’"Edificio Morandi", dove vive anche lei a Maracaibo. Lo stesso giorno, ma in piena via pubblica, i malviventi hanno sequestrato Juan Carlos Gallina mentre si recava a casa della fidanzata. Il giovane ha solo 24 anni. La sua auto è stata trovata abbandonata poche ore dopo. Il primo febbraio è il turno di Luigi Rossi. Ha 40 anni, è felicemente sposato e ha tre bambine. Di origine abruzzese, Rossi è diretto alla fabbrica di ceramica del padre quando lo intercettano i delinquenti. Giancarlo Domenicone Gallo, invece, è stato sequestrato nello Stato Vargas. E’ scomparso il 24 gennaio. Dei cinque connazionali vittima dell’industria del sequestro, che si estende a macchia d’olio, solo Fabio Zavagnini e Giancarlo Domenicone Gallo sono stati liberati. Degli altri, ancora non si sa nulla. E le famiglie temono per la loro sorte. Di fatto, le loro vite pendono ad un filo assai sottile.
La nostra Collettività, specialmente quella residente nell’occidente del Paese, ha paura. Vive barricata in casa; assediata dalla malavita che ha trasformato il sequestro, il delitto più vile, in una "business"; in una attività, oggi, tra le più redditizie. Dieci rapimenti in poco meno di 20 giorni nello stato Zulia e, di questi, quattro di cittadini italo-venezolani giustificano la presenza di un nostro esperto antisequestro permanente che faccia capo al Consolato di Maracaibo; insomma, di un Ispettore della nostra Polizia di Stato che possa muoversi con la celerità che richiede un sequestro; che abbia un contatto umano permanente con gli agenti della polizia dello Zulia, di Merida o del Táchira; che faccia sentire ai connazionali la propria presenza. In definitiva, che aiuti le famiglie delle vittime nei negoziati con i delinquenti per ottenere la liberazione del connazionale o, almeno, per guadagnare il tempo necessario a permettere alla polizia locale l’approfondimento delle indagini. E questo non è poco, quando in gioco c’è una vita umana.
Come ieri, quando questo fenomeno delittivo era ancora agli inizi, si chiedeva un ufficio antisequestro permanente nel Paese; così oggi, che il fenomeno ha acquisito dimensioni preoccupanti, si chiede la presenza stabile di un esperto in una regione, l’occidente del Venezuela, in cui questa piaga pare inarrestabile. E dai funzionari dell’Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri ci si aspetta la stessa comprensione, la stessa sensibilità con cui, anni fa, fummo ascoltati.
Oggi la nostra Comunità ha acquisito una diversa coscienza della realtà che vive chi è vittima del sequestro. E, quel che è più importante, sta trovando il coraggio per reagire; la forza per gridare al mondo la propria rabbia. Ne sono riprova l’esistenza di Fivavis, la fondazione che aiuta gli italo-venezolani vittime del sequestro nata proprio grazie ai consigli dell’esperto; e, soprattutto, la partecipazione di connazionali vittime di rapimenti, nella recente manifestazione contro le Farc, il terrorismo ed il sequestro svoltasi a Maracaibo. Certo, non erano in molti. Ma qualche anno fa, la loro presenza in piazza era impensabile. E’ un primo passo. E la presenza di un esperto permanente anche nell’occidente del Paese, siamo sicuri, permetterebbe di farne altri, tanti altri.
Mauro Bafile/la voce d'italia

6 de febrero de 2008


Il comunicato sulla riunione del Comitato di Presidenza


CONFERMATA LA VOLONTÁ DI INDIRE LA CONFERENZA DEI GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO


ROMA . Aperta dalla relazione del Governo la riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero dell'1 e 2 febbraio 2008, che ha confermato la volontà di indire la Conferenza mondiale dei giovani italiani all'estero, congratulandosi con il CGIE per l'ottimo lavoro fin qui realizzato.
Il Comitato ha discusso lungamente sulla circolare n. 13, relativa ai Corsi di lingua e Cultura italiana all’estero, presente il Presidente della IV Commissione Scuola e Cultura, Graziano Tassello, ed il Direttore Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAE, Ambasciatore Adriano Benedetti, “per trovare una soluzione ai nodi che si sono determinati alla luce di una sua non omogenea applicazione da parte dei Consolati” ha affermato il Segretario Generale del CGIE, Elio Carrozza.
“Il dibattito ha, tra l’altro, affrontato la necessità di una ridefinizione delle questioni legate agli enti gestori ed al ruolo che i Comites e gli esponenti del CGIE devono avere nell’ambito di un aperto confronto con Ambasciate e Consolati a livello locale”.
Il CdP ha, inoltre, fatto il punto, con il contributo del Presidente della VII Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove, Carlo Erio, sui risultati delle 22 riunioni dei “giovani del CGIE” nei diversi Paesi, avvenute nel periodo fine 2007/inizio 2008. Risultati che hanno evidenziato la convergenza e l’approfondimento dei giovani sui 5 temi affrontati dal documento licenziato dalla stessa Commissione ed approvato dall’ultima Plenaria del 2007, nell’ambito di una “lettura” caratterizzata dalle diverse identità socio-culturali e linguistiche dei Paesi in cui vivono. Questioni che rappresentano un importante elemento di riflessione per il mondo dell’associazionismo italiano all’estero e di cui occorre tenere conto nel dibattito istituzionale. Elementi che saranno al centro della collaborazione, in termini operativi, fra i Comites ed il CGIE.
Sarà questo uno degli argomenti che il Comitato di Presidenza porrà al centro della prossima Assemblea Plenaria del CGIE, anticipata all’inizio del mese di marzo, alla luce dei recenti avvenimenti politici. In tale contesto il prossimo appuntamento di febbraio con le due commissioni tematiche, la prima, Informazione e Comunicazione, e la terza Diritti civili e politici, in ordine alle proposte che il CGIE intende avanzare all’Amministrazione del MAE sulle modalità della campagna di comunicazione istituzionale nel corso dell’appuntamento elettorale. Il CdP intende, infatti, assicurare l’impegno dei diversi “media” ed ottenere “garanzie” circa la “par condicio” dell’informazione elettorale, alla luce dell’esperienza acquisita nelle precedenti consultazioni.
In ordine all’iniziativa elettorale, il Comitato ha affrontato con il vice Ministro agli Affari Esteri con delega per gli Italiani nel mondo, Franco Danieli, anche la questione del voto dei “temporaneamente” residenti all’estero, con particolare attenzione ai militari ed a quanti sono all’estero per scopi istituzionali. L’orientamento emerso dal Consiglio dei Ministri, su iniziativa del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, sembra essere quello di far votare i temporaneamente residenti all’estero non più per la Circoscrizione estero ma per un unico collegio italiano. Per tale motivo è stata avanzata l’esigenza di procedere attraverso un decreto legge per superare impedimenti legislativi in materia. “Noi vorremmo - ha dichiarato il Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza - che nel quadro di quel decreto legge si possano inserire alcuni elementi che facilitino il voto all’estero dei cittadini che voteranno per la Circoscrizione Estero. Si tratta di interventi tecnici che permettano di facilitare l’esercizio del voto, fatti salvi i principi della sicurezza e segretezza del voto”.
A tal proposito è stato considerato lo stato di attuazione dell’AIRE aggiornata al 31 dicembre 2007. Permangono ancora discordanze fra l’AIRE e l’anagrafe consolare, nonostante il miglioramento fin qui ottenuto. “I numeri parlano di 420mila posizioni non presenti nelle anagrafi consolari e 650 mila presenti nelle anagrafi consolari a non recepite dai Comuni”. “Tuttavia - afferma il Segretario Generale del CGIE - secondo quanto assicurato, ciò non dovrebbe avere alcuna conseguenza nella ripartizione dei seggi assegnati al collegio estero”. Per quanto riguarda la ristrutturazione della rete consolare è stato sospeso ogni intervento a causa dell’attuale situazione politica.
Gli esponenti del Comitato hanno poi preso visione della ripartizione dei finanziamenti, secondo i criteri già stabiliti, ai Comites in funzione dei consuntivi.
Quanto alla relazione annuale sull’attività ed il funzionamento del Consiglio Generale, il Comitato di Presidenza ha preso atto del lavoro fatto tanto dall’Assemblea Plenaria che dalle Commissioni tematiche e continentali, soprattutto in ordine all’impegno con i giovani. Oltre 200 ragazzi hanno lavorato per sei mesi sulle questioni di loro interesse, dando un nuovo impulso e concretezza alla stessa rappresentanza del CGIE, che in quest’anno ha deliberato all’unanimità su importanti questioni, come la riforma della Legge 153 sulla promozione della lingua e cultura italiana all’estero, rimasta per lunghi anni bloccata”, l’impegno verso gli anziani e l’informazione.
“L’impegno del CGIE – ha affermato il Segretario Generale del CGIE - sarà quello di proseguire quanto avviato nel 2007, creando un più intenso collegamento fra le comunità e le istituzioni locali e fra queste e le istituzioni nazionali. Su questa linea si inserisce un più intenso lavoro all’interno delle Commissioni tematiche e delle Commissioni continentali, i cui esiti approderanno all’Assemblea Plenaria”. (Inform)

In vista delle elezioni politiche anticipate
Il Comitato di Presidenza ha deciso di anticipare la convocazione dell’Assemblea Plenaria per i giorni 3-7 marzo
Il 19-20 febbraio si riuniranno le Commissioni tematiche “Informazione e comunicazione” e “Diritti civili, politici e partecipazione”


ROMA - L’attuale fase politica e le conseguente elezioni politiche anticipate sono state al centro, l’1-2 febbraio, della riunione del Comitato di Presidenza del CGIE. Nel prendere atto della situazione si è deciso di anticipare al 3-7- marzo la convocazione dell’Assemblea Plenaria e di riunire nei giorni 19-20 febbraio la prima Commissione “Informazione e Comunicazione” e la terza Commissione “Diritti Civili, Politici e Partecipazione”.
Le due Commissioni dovranno elaborare indicazioni da porre poi all’attenzione dell’Assemblea Plenaria sulle due questioni di competenza: da una parte l’informazione istituzionale per gli italiani all’estero in vista della loro partecipazione alle elezioni politiche, dall’altra suggerimenti tecnici circa i criteri del voto per la circoscrizione Estero alla luce dell’esperienza delle precedenti elezioni del 2006.
Il Consiglio Generale, che due anni fa non aveva potuto dare alcun apporto nella fase precedente le elezioni essendo stato bloccato da una sentenza del Tar del Lazio, questa volta intende dare continuità al suo lavoro, contribuendo a migliorare sul piano tecnico - non essendo ormai più possibili interventi di carattere legislativo - le modalità di esercizio del voto da parte dei connazionali residenti all’estero.
Con queste decisioni il Comitato di Presidenza conferma l’attuale metodologia che si basa sul lavoro delle commissioni propedeutico a quelle dell’Assemblea Plenaria. E’ stato anche deciso di rinviare le riunioni delle Commissioni continentali tranne quella della Commissione Europa e Africa del Nord, già in preparazione a Marrakech in Marocco per il 14-15-16 febbraio.
Continuano le ricerche dell’aereo scomparso a Los Roques, con a bordo anche 8 nostri connazionali
In Venezuela una missione guidata dall’Unità di Crisi della Farnesina e composta da esperti della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Protezione Civile

ROMA – Si continua a cercare l’aereo scomparso scomparso il 4 gennaio scorso nell’arcipelago di Los Roques (Venezuela), a bordo del quale si trovavano 8 nostri connazionali. Nell’ambito delle iniziative “costantemente sviluppate dalla Farnesina al fine dell’accertamento di quanto accaduto all’aereo della compagnia venezuelana Transaven”, è partita oggi per Caracas, una missione guidata dall’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri e composta da esperti della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Protezione Civile.
“Scopo della missione è - spiegano dalla Farnesina - quello di acquisire chiarimenti, nonché ogni possibile elemento ai quesiti posti dai familiari delle vittime su alcuni aspetti della relazione presentata dalla Protezione Civile venezuelana il 21 gennaio scorso, nella quale vengono escluse ipotesi diverse da quella dell’incidente aereo”.
La delegazione, assistita dalla nostra Ambasciata a Caracas – “che ha seguito tutte le fasi delle attività di ricerca in costante contatto con le autorità venezuelane e con i familiari” - avrà incontri con il capo della Protezione Civile venezuelana, gen. Antonio Rivero, con il procuratore incaricato dell’inchiesta José Morales, con il presidente dell’INAC (ente venezuelano per l’Aviazione civile), con esponenti del SAR (servizio di assistenza e soccorso) e della Guardia Costiera, e della Junta de Investigaciones de Accidentes de Avion (ente omologo dell’italiana Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo). Il dicastero italiano informa che “mentre proseguono le ricerche di profondità, nell’area identificata come quella dell’ammaraggio, sulla base di una simulazione condotta dalle Autorità venezuelane, l’Unità di Crisi della Farnesina si mantiene in contatto con i familiari dei nostri connazionali, ai quali verranno illustrati gli esiti della missione nel corso di una riunione che si terrà presso il Ministero degli Affari Esteri”. (Inform)