12 de febrero de 2008

Consolato Generale d’Italia Caracas


COMUNICATO
ELEZIONI DEL PARLAMENTO ITALIANO
VOTO ALL’ESTERO PER CORRISPONDENZA


Con Decreto del Presidente della Repubblica in data 6 febbraio 2008 sono state indette per il 13 e 14 aprile 2008 le votazioni per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

In Italia le votazioni si svolgono presso i seggi istituiti nei Comuni di residenza nei giorni di domenica 13 aprile ( dalle ore 8,00 alle ore22,00 ) e di lunedì 14 aprile (dalle ore 7,00 alle ore 15,00)

All’estero, i cittadini italiani ivi stabilmente residenti, iscritti nelle liste elettorali della Circoscrizione estero, possono partecipare alle elezioni votando PER CORRISPONDENZA. Essi votano per le liste di candidati presentate nella rispettiva ripartizione della Circoscrizione Estero.

A ciascun elettore residente all’estero, che non abbia optato per il voto in Italia entro il 16 febbraio, il Consolato Generale invierà per posta, entro il 26 marzo, un PLICO contenente: un foglio informativo che spiega come votare, il certificato elettorale, la scheda elettorale (due per chi, avendo compiuto 25 anni, può votare anche per il Senato), una busta completamente bianca, una busta già affrancata recante l’indirizzo dell’Ufficio consolare stesso, le liste dei candidati della propria ripartizione.

L’elettore, utilizzando la busta già affrancata e seguendo attentamente le istruzioni contenute nel foglio informativo, dovrà spedire SENZA RITARDO le schede elettorali votate, in modo che arrivino al Consolato Generale entro - e non oltre - le ore 16 ora locale del 10 aprile.

Il voto è personale e segreto ed è fatto divieto di votare più volte e inoltrare schede per conto di altre persone. Chiunque violi le disposizioni in materia elettorale, sarà punito a norma di Legge.

L’elettore che alla data del 30 marzo non avesse ancora ricevuto il plico elettorale, potrà rivolgersi al Consolato Generale per verificare la propria posizione elettorale e chiedere eventualmente un duplicato.

IL CONSOLATO GENERALE E’ A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI PER QUALSIASI ULTERIORE INFORMAZIONE:
TEL: 0212 21 21 149/142
FAX: 0212 266 31 54
E-MAIL: elettorale.caracas@esteri.it
SITO WEB: www.conscaracas.esteri.it

INFORMAZIONI DETTAGLIATE SONO INOLTRE DISPONIBILI SUL SITO www.esteri.it “VOTO ALL’ESTERO” .

10 de febrero de 2008

La grande paura. L’ingegnere pescarese, rilasciato a mezzanotte, ha riabbracciato la famiglia e ha detto d’essere stato trattato bene
Fine dell’incubo: Luigi liberato dai rapitori
Lo stesso Rossi, da Maracaibo, ha chiamato a Pescara lo zio Luciano: «Siamo tutti a casa»
di PAOLO VERCESI

Libero. Luigi Rossi, l’ingegnere italiano di 44 anni che il primo febbraio era finito in mano a una banda di criminali in Venezuela, è stato liberato alla mezzanotte di ieri a Maracaibo quando in Italia scoccavano le 6 di mattina. Luigi ha raccontato d’essere stato trattato bene dai rapitori. Nessun dettaglio sul riscatto, è noto però che la richiesta in casi del genere è pari a 250mila dollari Usa. Luigi ha voluto subito riabbracciare sua moglie Claudia Gutierrez e le tre figliolette, Victoria, Claudia e Luisa Elena. E’ stato lui in persona a telefonare allo zio Luciano che a Pescara, con tanti altri parenti, era in angosciosa attesa di notizie. «La telefonata mi è arrivata solo nel tardo pomeriggio - ha detto Luciano Rossi -, ma è comprensibile: prima di tornare a casa Luigi ha dovuto affrontare tutta la trafila che scatta nei casi di rapimento, è stato sentito a lungo dalla polizia e avrà anche dovuto fare un po’ di strada per raggiungere Maracaibo. Non ho chiesto altro per lasciargli condividere questo momento di gioia con la sua famiglia». Luciano ha anche parlato con il fratello Vincenzo, il papà dell’ingegnere rapito, che laggiù a Maracaibo è proprietario della Alfareria Lago, fabbrica-fornace per la produzione di ceramiche. La commozione ha avuto il sopravvento: «Vincenzo e sua moglie Rosetta mi hanno detto che erano tutti a casa loro per festeggiare la liberazione di Luigi - ha raccontato Luciano -. Passata la paura, hanno detto che ci aspettano tutti giù in Venezuela. Ci andremo al più presto, quando possibile, chissà». Una bella scena nata da una bellissima notizia. Quella che Vincenzo e la famiglia del rapito attendevano nella casa di Maracaibo. La stessa bella notizia che a Pescara ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Luciano Rossi e alla moglie Valentina; ma anche alle altre sorelle, ovvero alle zie del rapito: Rosella Rossi, che è la moglie di Enrico Saquella; Franca e Gabriella. E Graziella che vive e insegna a Foggia e a Marta che vive in Canada. Famiglia straordinaria e splendida questa dei Rossi, con una storia avventurosa che è stato bellissimo scoprire e raccontare. Una famiglia che in Venezuela ha saputo affermarsi con il duro lavoro e che proprio per questo era finita, e non da oggi, nel mirino delle bande dei sequestri. Luigi Rossi era stato rapito il primo febbraio alle 7,30 di mattina nella sua Alfareria Lago da una banda armata di mitra. Solo a gennaio erano già stati dodici i rapimenti nella zona. La sua odissea è finita dopo soli otto giorni, certamente lunghissimi. «Temevamo potesse finire in mano ai colombiani delle Farc» aveva detto lo zio Luciano. Ma la macchina per liberarlo s’era già messa in moto: dall’Italia un super esperto di rapimenti era andato a Maracaibo per collaborare con la polizia locale. L’esperienza e la diplomazia ha fatto il resto: per liberare Luigi si sono adoperati al meglio italoabruzzesi quali Eduardo “Dino” Petricone, presidente del fondo aiuti anti-sequestri; il sindaco di Maracaibo Giancarlo Di Martino, Giovanni Margiotta, presidente dell’Associazione Abruzzesi in Venezuela. Il giornale “La Voce d’Italia”, con il vicedirettore Mauro Bafile, ha seguito gli eventi rispettando il silenzio chiesto dalla famiglia. Fino alla buona notizia arrivata ieri.
LA POLIMARACAIBO, IN UN DOSSIER, RIVELA: "NELLO STATO ZULIA OPERANO BEN 17 BANDE DI SEQUESTRATORI"
Secondo il dossier realizzato dalla Polizia di Maracaibo, nello stato Zulia operano bande di sequestratori provenienti da Stati adiacenti, quali Falcón, Trujillo, Mérida. Secondo il Sindaco di Maracaibo, Giancarlo Di Martino (Abruzzese) "ci sono dei veri e propri "soldati del secuestro" che sottomettono alla persona e la consegnano a terzi". Lo Stato Zulia somma da inizio dell'anno ben 18 sequestrati.
IL MODUS OPERANDI
Ci sono delle ipotesi che fanno pensare ad una organizzazione interregionale, la quale é capeggiata da "Boss" di altri Stati del Centro Occidente del Venezuela che a loro volta si servono di piccole bande locali per sottomettere le vittime. Dalle indagini degli ultimi tre casi, si é dimostrato che c'e' molta disinformazione con i sequestri, infatti, le vittime non rappresentano a famiglie ricche.
C'e' da evidenziare che queste piccole bande (sono le stesse che prima si dedicavano al negozio dell'hurto di vehicoli) hanno come complici alcuni lider nelle carceri di Maracaibo. Dal carcere si incaricano di cercare individui per studiare l'aspetto economico delle possibili vittime. Stilano una lista e la mandano ad altri per eseguire il "lavoretto" il quale culmina quando consegnano i rapiti ai custodi.

9 de febrero de 2008

I NUMERI DELL'AIRE

"Decreto contenente il numero dei cittadini italiani residenti nelle ripartizioni della circoscrizione estero"

ROMA – AIRE: è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministro dell' Interno Amato , di concerto con il Ministro degli Affari Esteri D’Alema, datato 31 gennaio 2008, contenente il numero dei cittadini italiani residenti nelle ripartizioni della circoscrizione estero alla data del 31.12.2007.
Di seguito il testo del decreto, che può essere scaricato da: http://www.servizidemografici.interno.it/sitoCNSD/documentazioneRicerca.do?metodo=dettaglioDocumento&servizio=documentazione&ID_DOCUMENTO=1008&codiceFunzione=NO&codiceSettore=AI

Numero dei cittadini italiani residenti nelle ripartizioni della circoscrizione estero
VISTO l’art. 6, comma 1 della Legge 27 dicembre 2001, n. 459, che prevede che vengano individuate, nell’ambito della circoscrizione Estero, le ripartizioni comprendenti Stati e territori afferenti a:
a) Europa, compresi i territori asiatici della Federazione Russa e della Turchia;
b) America meridionale;
c) America settentrionale e centrale;
d) Africa, Asia, Oceania e Antartide.
VISTO l’art. 7, comma 1 del D.P.R. 2 aprile 2003, n. 104, che prevede che, con decreto del Ministro dell’Interno,di concerto con il Ministro degli Affari Esteri venga pubblicato, ogni anno, il numero dei cittadini italiani residenti nelle singole ripartizioni, sulla base dei dati dell’Elenco aggiornato riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente;
VISTO l’elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero;
DECRETA
I cittadini italiani residenti all’estero iscritti nell’elenco aggiornato al 31 dicembre 2007, previsto dall’art. 5 della citata legge 459/2001, sono così ripartiti:
Europa: 2.072.410
America Meridionale:1.017.776
America Settentrionale e Centrale:359.852

Africa, Asia, Oceania e Antartide:199.339
La tabella degli Stati e Territori afferenti alle quattro ripartizioni è allegata al presente decreto.

8 de febrero de 2008

SOS DI GIOVANNI MARGIOTTA
(VICE-PRESIDENTE DEL COMITES DI MARACAIBO) ALLE AUTORITÁ IN ITALIA: "GLI ITALIANI DEL VENEZUELA SONO A RISCHIO COSTANTE DI SEQUESTRO "

“Il sequestro nell'occidente del Paese è diventata una professione di grande rendimento economico”

MARACAIBO - Ormai siamo davvero in emergenza! In Venezuela si esce di casa la mattina senza sapere se si torna a casa la sera. Si lavora, si cerca di svolgere una vita normale, ma siamo consapevoli che prima o poi potrà toccare a chiunque di noi. Chiunque abbia una grande, media o piccola impresa privata, é nel mirino dei sequestratori. L'industria del sequestro è in pieno auge, al punto di rapire nella stessa giornata ben quattro persone, una delle quali è una bimba di 12 anni.
Attualmente sono tre gli italiani che nel giro di due settimane sono stati sequestrati e di loro non si ha notizia. Una donna di 34 anni, di origine siciliana, Farruggio, un pescarese di 43 anni, Luigi Rossi, l'ultimo della serie, il giovane ingegnere di 24 anni, Juan Carlos Gallina, di origine pugliese.
Quest'ultimo fa parte di una grande famiglia di imprenditori friulani, titolari di una grande catena di supermercati e di imprese di costruzioni edili, già colpita in passato da un altro sequestro per la cui liberazione ha pagato un'ingente somma di denaro. Il veicolo su cui viaggiava il Gallina, mentre si recava a vistare la fidanzata in una zona centrica della città di Maracaibo e in pieno giorno, é stato trovato con il finestrino rotto e sangue sui sedili. Ciò significa che il giovane ha offerto resistenza e pur ferito, i malviventi se lo son portato via.
La situazione é drammatica. Ormai l'obbiettivo principale siamo noi, italiani, quelli che hanno tanto lottato fin dai tempi della prima emigrazione per acquistare un certo grado di stabilitá economica, il vero motore di questo paese, propulsore di mille attività e datore di centinaia di migliaia di posti lavoro.
Il sequestro nell'occidente del Paese è diventata una professione di grande rendimento economico. Siamo in pieno far west. E gli italiani del Venezuela, particolarmente di Maracaibo, aspettano pietosamente l'intervento diretto e deciso del nostro governo.
Abbiamo apprezzato la telefonata avuta dall'ex premier Prodi con il Presidente Chavez, chiedendo di intervenire nella liberazione della ex parlamentare colombiana Ingrid Betancourt.
Anche il ministro D'Alema si era rivolto al presidente venezuelano per chiedere il suo intervento presso le FARC.
Richiesta consolidata dal presidente della Camera dei Deputati Bertinotti durante la sua visita a Caracas. Lo stesso Bertinotti doveva incontrare i rappresentanti della collettivitá italiana, che avrebbero voluto raccontargli di persona la difficile situazione dei sequestri che si vive in Venezuela. Purtroppo, per mancanza di tempo, l'incontro in agenda veniva cancellato.
Non ci resta che sperare che il parlamentare, accanto al suo interessamento per la Sra. Betancourt, abbia espresso al Presidente Chavez anche la sua preoccupazione per i connazionali italiani colpiti dalla stessa sorte.
Scrivo come presidente dell'Associazione Abruzzese dello Stato Zulia, nonché vicepresidente del Comites della circoscrizione di Maracaibo e come direttore dell'ITALO, per lanciare un SOS alle nostre autorità in Italia, affinché prendano coscienza una volta per tutte che gli italiani del Venezuela e particolarmente nell'occidente del Paese al confine con la Colombia, si trovano in una situazione di costante pericolo di sequestro e vivono quindi momenti di ansia ed angoscia.
Il Comites di Maracaibo, così come la nostra Associazione sono in costante contatto con le autorità italiane nel Paese e con quelle locali. Si sono incontrati personalmente con il sindaco della Città Giancarlo Di Martino, il quale si ha promesso di impegnarsi a fondo per la cattura delle bande malavitose. Frequenti gli incontri con i funzionari Anti Sequestro presso l'ambasciata di Caracas. Sappiamo che stanno svolgendo un ottimo lavoro, offrendo la loro consulenza alle forze di polizia nelle indagini ed alle famiglie dei rapiti, ma evidentemente non é sufficiente.
I governi cambiano, ma le istituzioni restano. Ci auguriamo che l'Italia intervenga in questa situazione che é diventata drammatica.
(Giovanni Margiotta - L'ITALO)
BORSE DI STUDIO PER I FIGLI E I DISCENDENTI DI FRIULANI NEL MONDO, AL CONVITTO " PAOLO DIACONO"
La struttura di Cividale del Friuli bandisce due concorsi per borse di studio, dedicate ai giovani discendenti di friulani all’estero, e posti presso le sue strutture, riservato a ragazzi di origine italiana o stranieri. Le domande entro il 20 marzo 2008.
CIVIDALE DEL FRIULI - Il Convitto nazionale di Cividale del Friuli “Paolo Diacono” bandisce per l’anno scolastico 2008-2009 due concorsi per l’assegnazione di borse di studio e posti riservati a studenti di origine italiana o cittadini esteri e studenti figli o discendenti di corregionali all’estero del Friuli Venezia Giulia per la frequenza delle scuole superiori ad esso collegate.
Il primo bando riguarda, nello specifico, l’assegnazione di 20 borse di studio della durata di un anno o semestre per le frequenza degli istituti scolastici del Convitto e di quelli superiori della provincia di Udine riservato ai figli o discendenti dei corregionali del Friuli Venezia Giulia residenti all’estero. Il numero delle borse potrebbe variare in ragione dei finanziamenti pubblici assegnati a questo progetto denominato “Studiare in Friuli”.
Il secondo è un concorso per l’assegnazione di posti riservati a studenti di origine italiana o stranieri per promuovere la formazione scolastica degli stessi negli istituti annessi o collegati al Convitto.
Liceo scientifico, classico, Istituto socio-psico-pedagogico e linguistico sono le strutture annesse al polo formativo di Cividale, l’Istituto tecnico agrario, quello commerciale, quello tecnico e l’Istituto professionale sono le scuole superiori ad esso annesse.
I candidati devono essere di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in possesso di un sufficiente
grado di comprensione della lingua italiana e devono frequentare nei paesi d’origine una scuola simile all'indirizzo scolastico superiore italiano nel quale chiedono l'iscrizione.
Per i figli di corregionali o discendenti di essi il Convitto assume a proprio carico le spese di vitto, alloggio, spese sanitarie, attività culturali e ricreative svolte all’interno dell’Istituto, come quelle per gite, se limitate ad un giorno solo, organizzate da esso. Le spese di viaggio sono invece a carico dei partecipanti, che sono tenuti a versare una cauzione di 440 euro al momento dell’ingresso nella struttura, che verrà loro restituita al termine del periodo di studio.
Anche studenti in possesso del visto d’ingresso in Italia, ma non assegnatari di una borsa di studio, possono iscriversi, a pagamento, qualora volessero partecipare al medesimo progetto. (Il costo, per l’intero anno scolastico è pari a 4.400 euro).
La domanda di ammissione può essere stampata dal sito http://www.cnpd.it/, e deve essere presentata, insieme alla documentazione richiesta, direttamente o a mezzo raccomandata A/R entro e non oltre il 20 marzo 2008 al seguente indirizzo: Convitto Nazionale “Paolo Diacono”, Piazzetta Chiarottini, 8 - 33043 Cividale del Friuli, oppure inviata all’Ente Friuli nel Mondo o inviata via e-mail presso i seguenti indirizzi: segreteria@cnpd.it oppure info@friulinelmondo.com. Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://www.cndp.it/.
TANTI, TROPPI SECUESTRI

Sono tanti. Troppi. Ed il numero cresce ad una velocità preoccupante. Dal 16 gennaio ad oggi, sono stati sequestrati ben cinque connazionali; quattro dei quali nello Stato Zulia.
Fabio Zavagnini, appena 23 anni, è stato rapito nei pressi della ditta M2, nel quartiere "Brisas de Maras" di Maracaibo. Il 30 gennaio è toccato a Giuseppina Farruggio, 33 anni di origine siciliana. Si accingeva a salire nella sua automobile, nel parcheggio dell’"Edificio Morandi", dove vive anche lei a Maracaibo. Lo stesso giorno, ma in piena via pubblica, i malviventi hanno sequestrato Juan Carlos Gallina mentre si recava a casa della fidanzata. Il giovane ha solo 24 anni. La sua auto è stata trovata abbandonata poche ore dopo. Il primo febbraio è il turno di Luigi Rossi. Ha 40 anni, è felicemente sposato e ha tre bambine. Di origine abruzzese, Rossi è diretto alla fabbrica di ceramica del padre quando lo intercettano i delinquenti. Giancarlo Domenicone Gallo, invece, è stato sequestrato nello Stato Vargas. E’ scomparso il 24 gennaio. Dei cinque connazionali vittima dell’industria del sequestro, che si estende a macchia d’olio, solo Fabio Zavagnini e Giancarlo Domenicone Gallo sono stati liberati. Degli altri, ancora non si sa nulla. E le famiglie temono per la loro sorte. Di fatto, le loro vite pendono ad un filo assai sottile.
La nostra Collettività, specialmente quella residente nell’occidente del Paese, ha paura. Vive barricata in casa; assediata dalla malavita che ha trasformato il sequestro, il delitto più vile, in una "business"; in una attività, oggi, tra le più redditizie. Dieci rapimenti in poco meno di 20 giorni nello stato Zulia e, di questi, quattro di cittadini italo-venezolani giustificano la presenza di un nostro esperto antisequestro permanente che faccia capo al Consolato di Maracaibo; insomma, di un Ispettore della nostra Polizia di Stato che possa muoversi con la celerità che richiede un sequestro; che abbia un contatto umano permanente con gli agenti della polizia dello Zulia, di Merida o del Táchira; che faccia sentire ai connazionali la propria presenza. In definitiva, che aiuti le famiglie delle vittime nei negoziati con i delinquenti per ottenere la liberazione del connazionale o, almeno, per guadagnare il tempo necessario a permettere alla polizia locale l’approfondimento delle indagini. E questo non è poco, quando in gioco c’è una vita umana.
Come ieri, quando questo fenomeno delittivo era ancora agli inizi, si chiedeva un ufficio antisequestro permanente nel Paese; così oggi, che il fenomeno ha acquisito dimensioni preoccupanti, si chiede la presenza stabile di un esperto in una regione, l’occidente del Venezuela, in cui questa piaga pare inarrestabile. E dai funzionari dell’Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri ci si aspetta la stessa comprensione, la stessa sensibilità con cui, anni fa, fummo ascoltati.
Oggi la nostra Comunità ha acquisito una diversa coscienza della realtà che vive chi è vittima del sequestro. E, quel che è più importante, sta trovando il coraggio per reagire; la forza per gridare al mondo la propria rabbia. Ne sono riprova l’esistenza di Fivavis, la fondazione che aiuta gli italo-venezolani vittime del sequestro nata proprio grazie ai consigli dell’esperto; e, soprattutto, la partecipazione di connazionali vittime di rapimenti, nella recente manifestazione contro le Farc, il terrorismo ed il sequestro svoltasi a Maracaibo. Certo, non erano in molti. Ma qualche anno fa, la loro presenza in piazza era impensabile. E’ un primo passo. E la presenza di un esperto permanente anche nell’occidente del Paese, siamo sicuri, permetterebbe di farne altri, tanti altri.
Mauro Bafile/la voce d'italia