5 de diciembre de 2008

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI: ECCO I NOSTRI "QUATTORDICI"

RIPRESO DALLA VOCE D'ITALIA, REALIZZATO DA MARIA CHIARA NICOTRA.

CARACAS giovedí 4 dicembre 2008 - Manca poco ormai al grande incontro. Tra qualche giorno 400 giovani italiani, nati e cresciuti all’estero, si incontreranno per discutere dei problemi della nostra collettività e dei difficili rapporti con la loro terra d’origine. Per quanto riguarda il Venezuela, è il terzo anno che un italo-venezolano prende parte ad un incontro tra rappresentanti del governo e gioventù. Il 2006 vide la partecipazione di Giovanni “Jhonny” Margiotta, proposto dal dottore Nello Collevecchio. L’anno dopo toccò a Giovanni Lombardo, questa volta indicato dal dottor Ugo di Martino. Ed è, finalmente, solo nel 2008 che “il giovane” diventa la “commissione giovani”. Ma per quale motivo, all’improvviso, ci si è accorti dei giovani e delle loro esigenze? L’allarme venne lanciato già qualche anno fa dai presidenti delle associazioni regionali. “Il problema del cambio generazionale è allarmante. È triste vedere tutto ciò che hai costruito con i tuoi sforzi morire con te, perchè non c’è nessuno interessato a ciò che hai fatto” commentò di recente il vicepresidente dell’Associazione Campani, Marco Battipaglia. La difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni é stato anche una delle tematiche trattate durante l’ultima riunione continentale del Cgie, tenutasi all’hotel Tamanaco di Caracas. In quella occasione i rappresentanti di tutto il Sud America si impegnarono a fare qualcosa affinché questa situazione potesse cambiare. Quattordici i ragazzi che compongono la delegazione che il Venezuela invierà a Roma quest’anno. Dopo un segretissimo lavoro di selezione, sabato scorso i giovani sono stati convocati dal Comites e dal Cgie nella “Sala de conferencias” del Centro Italiano Venezolano di Caracas. L’incontro, previsto per le undici della mattina, è iniziato a mezzogiorno per via dei ritardi dovuti all’arrivo dei giovani da diverse località del Paese. Ma quella che doveva essere una riunione di collettività ha cambiato fisionomia nell’arco della mattinata, seguendo la volontá dei membri del Cgie. Ed è stato poco prima dell’inizio dei lavori, ai quali unico invitato è risultato essere il Primo Consigliere d’Ambasciata Alberto Pieri, che “La Voce d’Italia” è stata invitata a “restare fuori”. Non potendo essere testimoni abbiamo chiesto al capogruppo della delegazione di raccontarci come si sono svolti i lavori. “La delegazione venezolana lavorerá come una squadra alla Conferenza e devo dire che c’è grande affiatamento. Il Primo Consigliere dell’Ambasciata Alberto Pieri dopo il suo saluto iniziale - ci racconta Jhonny Margiotta - , ha fatto un po’ l’analisi della situazione dei giovani in Venezuela, rispondendo ad una serie di domande rivolte, per mezzo di una lettera, all’Ambasciata e ai Consolati italiani in Venezuela. Di seguito si è passati alla nomina del coordinatore Cgie, Nello Collevecchio, come nostro rappresentante alla Conferenza. Abbiamo ricevuto Consigli preziosissimi dal Presidente del Comites di Caracas Michele Buscemi ed il membro Cgie Dott. Michele Coletta. Assente per motivi di causa maggiore il Dott. Ugo Di Martino”. A conclusione dei lavori, giovani e non giovani si sono recati al ristorante del Civ. Così, alla fine del pranzo, li abbiamo potuto incontrare. Com’è ovvio è stata una conversazione breve, data la fretta di lasciare il centro per intraprendere il lungo viaggio di ritorno.

Nello Collevecchio:

imageLa selezione di questi giovani è stata delegata alle nostre istutizioni rappresantitive quindi i Comites di Caracas ed Oriente in armonia con il Cgie. Ovviamente i Comites a loro volta hanno lavorato con le associazioni. La maggior parte di questi 14 giovani sono dei ragazzi che hanno partecipato alle riunioni ed agli incontri svoltisi negli ultimi due anni in tutto il Paese. In realtà tutti meritavano di andare, perchè sono tutti bravi: con il loro lavoro hanno dato un apporto significativo nel senodella collettività. I ragazzi andranno da soli benchè contemporaneamente alla loro conferenza ci sarà una riunioe del Cgie. Fisicamente saremo vicini anche se lavoreranno in forma totalmente au- tonoma. È stato chiesto ad ognuno di loro di scegliere un tema di loro interesse, per inserirsi nelle relative commissioni. Per quanto riguarda le polemiche nate circa l’utilità di questa iniziativa, visti i tagli e la possibilità che sia un caso unico, ho una sola risposta: ottimismo. Bisogna mantenerlo sempre. Negli ultimi dieci anni, spesso è capitato di avvertire un clima di perlessitá attorno a determinati eventi che poi hanno avuto esito positivo. Noi ci mettiamo il nostro impegno, perche crediamo nei nostri ragazzi, sono il futuro dell’Italia nel mondo.

Giovanni “Jhonny” Margiotta, 33 anni Maracaibo

Tutti i quattordici delegati prenderemo parte alle commissioni tematiche dove andremo ad esporre le nostre idee, che sommate a quelle dei giovani del resto del mondo, saranno riunite in un documento congiunto che rispecchierá tutte le realtá. La nostra proposta si chiama “Italiani in Venezuela”, ed ha come meta far conoscere la nostra collettivitá in tutti i suoi aspetti. Il nostro è un gruppo di giovani laureati, professionisti e imprenditori. È composto da giovani di etá diverse, l’ideale per non generalizzare le nostre necessitá e idee. Alcuni sono alle prime armi, altri invece sono parte integrante del “Progetto Associazione Giovani Venezuela”. Sono tutti motivati ed entusiasti, consapevoli di essere protagonisti di un evento storico che potrebbe portare una ventata di novitá, non solo tra gli italiani all’estero ma soprattutto tra gli italiani in italia. Siamo tutti italiani residenti in Venezuela, e ognuno conosce la realtá che lo circonda. Chi piú, chi meno fa parte di Associazioni, ha partecipato a congressi all’estero e in Italia. Altri, invece, racchiudono dentro di se il rammarico di vedere come, poco a poco, la fiamma dell’italianitá si affievolisce nella nostra comunitá. Le necessità della nostra collettività su cui faremo leva sono: l’apertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana, il miglioramento e diffusione della lingua e cultura italiana, l’equipollenza dei titoli di studio universitari, corsi di formazione e, dulcis in fundo, l’informazione. Inoltre proporremo un nuovo modo di offrire i servizi agli italiani all’estero piu consono con i tempi attuali: una maggior apertura commerciale culturale verso le nuove generazioni e contatto permanente e diretto tra i due paesi, in poche parole..cooperazione. Personalmente, devo ringraziare il Cgie ed il Ministero degli Affari Esteri che mi hanno dato l’opportunitá di lavorare insieme ai giovani e adulti di tutto il Mondo per la preparazione di questo traguardo chiamato Conferenza Mondiale. Sono stati due anni di apprendimento e scambio di idee, indimenticabili.

Gianni Camporota, 31 anni Antonio Izzo, 25 anni - Maracaibo

image Gianni: Ho conosciuto diverso tempo fa Jhonny Margiotta il quale mi ha iniziato a questa realtà. Da allora faccio parte del movimento. Ciò che mi sta a cuore è migliorare, apportare un cambio dal punto di vista di interscambi universitari e le relazioni lavorative tra i due Paesi. Il dottor Pieri ci ha informato che esistono già diversi progetti d’interculturalità, adesso provvederemo a controllare e qualora fosse così provvederemo a migliorare il sistema di informazione affinchè chi fosse interessato possa accedere a tali notizie facilmente.

image Antonio: Ho iniziato ad avvicinarmi ai giovani italo-venezolani perchè da sempre mi ha interessato. Ho creato un gruppo di giovani italovenezolani su facebook ed è così che ho conosciuto Jhonny. Mi ha parlato dei suoi progetti ed abbiamo iniziato a lavorare insieme. Anche per me è estremamente importante creare un ponte con l’Italia dal punto di vista lavorativo. A Roma proporremo di intensificare questo tipo di relazioni. Uno dei nostri progetti è creare un database con le informazioni relative a tutti i giovani italo-venezolani in modo da poter mandare le informazioni che li possano interesse tramite email: corsi di studi, interscambi, offerte di lavoro. I giovani si stanno allontanando parecchio dalle loro origini italiane ed è nostro

Daniela De Santis,25 anni, Caracas Diana Paternò, 23 anni, Guanare (Barinas)

Daniela: Ho iniziato a far parte del movimento in quanto presidente dei giovani toscani. Ho saputo dellaimage prima riunione tenutasi a Caracas il 5 gennaio di quest’anno, dove ho conosciuto Margiotta e Lombardo, il giovane che ci rappresentò l’anno scorso. Vogliamo creare uno spazio giovane dove i nostri coetanei possano incontrarsi. Per quanto riguarda la conferenza, vista la situazione economica del Paese e i tagli pensavo che il nostro incontro sarebbe stato cancellato. Per fortuna non è stato così. Credo che il più grande apporto che possiamo dare è quello di esserci, di farci vedere, di comunicare quello che sentiamo, ovvero di essere italiani.

Diana: Faccio parte dell’associazione siciliana di Guanare della quale mio padre è il presidente. Dalle mie parti è forte la presenza delle associazioni. Non abbiamo altro contato con il Governo. Ogni attività si realizza in esse. Si celebrano le ricorrenze tipiche delle varie regioni, invitando artisti italiani per cercare di promuovere la nostra cultura. Credo fondamentalmente che si possa fare di più ed è per questo che andiamo a Roma. Per far in modo che si accorgano di noi e sentano la nostra voce.

Giordano d’Acquaro, 35, Barquisimeto Giancarlo Colasante, 25 anni Caracas

Giordano: Io lavoro da 14 anni con gli immigrati italiani. Ho visto tanta gente davvero abbandonata a se stessa. Il governo purtroppo non si interessa molto a loro. I finanziamenti che vengono chiesti all’Italia arrivano, ma il problema è che non si sa dove vanno a finire. Ciò che vorrei, è realizzare un ospedale per tutti i nostri connazionali, dove possano ricevere le cure che si meritano. Gente che da 50 anni si ammaza di lavoro ha diritto ad una vecchiaia decente. In merito alla Conferenza, rispetto la decisione dei giovani italiani della Germania che hanno scelto di non partecipare per investire le somme destinate a questa attività in altre manifestazioni, ma secondo me è importante esserci.

Giancarlo: Sono presidente della sezione giovanile dell’associazione “Abbruzzesi in Venezuela”. Sono stato segnalato dalla presidentessa ed ho iniziato a seguire il progetto giovani italo-venezolani. La collettività è totalmente abbanonata dal Governo. Bisogna riuscire a coinvolgere i giovani di nuova generazione che si stanno allontanando dalle loro radici proprio a causa di questo stato d’abbandono in cui si trovano.

Rosalia Bandini, 21 anni Jeanette Baudanza, 27 anni El Tigre

Rosalia: Secondo noi il problema più importante è la maniera di coinvolgere i giovani. Bisogna riuscire a farli sentire parte di una comunità. Ne El Tigre stiamo organizzando dei corsi di italiano grazie all’ausilio di una signora. Non tutti hanno avuto l’opportunità di studiare in scuole italiane ed è fondamentale dare questa possibilità a tutti, poichè la lingua è l’anima di un popolo. Per quanto riguarda la conferenza alla quale partecipiamo, ci stiamo preparando per far in modo che ci ascoltino, che si rendano conto che esistiamo, che siamo italiani o che quanto meno ci sentiamo italiani come loro.

Jeanette: Entrambe veniamo da El Tigre. Ci siamo avvicinate a questa realtà circa un anno fa. In quell’occasione fu il dottor Collevecchio ad invitarci a partecipare ad una riunione tenutasi nella nostra collettività. Da allora ci siamo interessate a questa iniziativa che, finalmente, vede i giovani protagonisti.

Giulio Vita, 20 anni, Caracas

image Mi sono interessato sempre della collettività. Diciamo che è stata aparte della mia vita sin dall’adolescenza, anche perchè mia madre è membro del Comites. Credo ci siano molte cose da migliorare nelle nostre istituzioni. L’80% dei figli di italiani non ne conosce la lingua. Spesso imparano prima l’inglese. Questo per colpa dell’assenza di organizzazione di attività culturali che ci coinvolgano. Ad esempio sono scarsi gli scambi con le università. Vorrei fare una rivoluzione nell’italianità. Mi piacerebbe cambiare le cose a cominciare da qui. La nostra colletività ha accolto solo il peggio della società italiana: la corruzione. Le cose possono cambiare ma bisogna lottare molto.

Carolina Pucillo 32 anni di Caracas e Santina Fonzo, 22 anni di Maracaibo

image Carolina: Sono entrata a conoscenza del movimento dei giovani grazie alle associazioni. Mio padre è il presidente di quella della Basilicata. Spero di poter dare il mio meglio per rappresentare gli italiani in Venezuela. Entrambi i 5 punti scelti sono collegati tra loro. Penso che bisogna richiedere un impegno all’Italia ma anche e soprattutto dalla collettività. Non serve a niente lottare per avere dei corsi e delle iniziative se poi la collettività non risponde.

Santina: Io conosco Jhonny Margiotta da sempre. Ho iniziato per curiosità a partecipare alle prime riunioni, impegnandomi in produzione e cercando un maggior contatto con i giovani. Abbiamo riversato tutti i nostri sogni e progetti in questo gruppo. Per quanto riguarda la conferenza i temi che più ci stanno a cuore sono la lingua e la cultura. Ed i problemi legati all’assistenza sociale, come gestire i fondi erogati. Maracaibo, e lo dico alla luce di uno studio da noi realizzato,è la città che riceve meno finanziamenti. Manca il tassello di comunicazione tra giovani ed associazione. Ed è a questo che miriamo. Per noi italianità é passione!

maria chiara nicotra/ la voce d'ital

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