30 de diciembre de 2008

IN RICORDO DI GAETANO BAFILE

 

L'onoreficenza e il premio consegnatogli dal Ministro Mirko Tremaglia arrivò a suggellare una carriera lunga cinquanta anni. Ma seppur gradito, il riconoscimento -consegnatogli nello splendido scenario dell'Altare della Patria- non potrà mai riassumere per intero l'intensa vita giornalistica di un uomo che tanti anni fa decise di offrire alla comunità italiana del Venezuela un giornale per trasmettere informazione italiana. Ma Gaetano Bafile non si ferma ai ricordi. Anche ora che può vantare una figlia (Mariza) seduta nel Parlamento italiano ed eletta tra gli italiani nel Mondo. Troppo lavoro ancora da fare, troppe questioni ancora da risolvere e tanta paura per il suo amato Venezuela, da anni in bilico sull'orlo del baratro, con una comunità sempre più in difficoltà. Gaetano Bafile in effetti potrebbe fondersi in un tutt'uno con la sua "Voce d'Italia", uno dei quattro quotidiani che accompagnano la vita degli italiani nel Mondo perché di questo giornale é il fondatore. Oggi ha 80 anni ed é dotato di una grande capacità narrativa. Eppure anche lui ha avuto il suo grande momento di emozione, quando l'11 luglio ha ricevuto il "Premio per gli Italiani nel Mondo" dalle mani del ministro Mirko Tremaglia. Un riconoscimento meritato per una testata che a dicembre del 2003 aveva compiuto cinquanta anni e che segue un altro prestigiosto riconoscimento: quello conferitogli, primo cittadino italiano, con l'Orden del Libertador, la più alta onorificenza concessa dal governo venezuelano."Ma sono orgoglioso - afferma tranquillo l'editore - anche del riconoscimento datomi dall'Università centrale del Venezuela che in me ha voluto vedere il simbolo della lotta per l'integrazione italiana e dell'affermazione professionale. E' un premio che io custodisco in nome di tutti gli italiani che hanno lasciato le loro tracce in questa terra."Nato all'Aquila nel 1924, Gaetano Bafile era figlio di Aurelio (costruttore che da giovane era emigrato in Francia e che a Marsiglia conobbe la moglie, figlia di emigranti italiani) e di Maria Antonietta; egli rappresenta effettivamente la summa di un itinerario migrante che ha caratterizzato il paese di Simon Bolivar. Impegnato in prima persona nella lotta antifascista, da giovane egli riuscì a sfuggire all'impiccagione e dopo la fine della guerra decise di attraversare l'Oceano per tentare la fortuna in Venezuela. Avrebbe seguito una delle correnti che portarono gli italiani di un paese distrutto dalla guerra verso il Canada, l'Argentina, l'Australia e i paesi europei (Svizzera, Belgio e Germania su tutti). Gaetano Bafile non giunse però nella terra sudamericano con la valigia di cartone. Redattore presso il Messaggero, vinse un premio giornalistico consistente in un viaggio a Caracas per conoscere le nuove realtà economiche e politiche del Sudamerica."Mi fermai a Caracas - ricorda oggi - e rimasi affascinato dalla repentina trasformazione di una piccola cittadina in quella che oggi è una metropoli. Ho vissuto in prima persona l'ascesa del progresso e della modernità coinvolgendo tutta la mia emotività."Avendo in tasca l'esperienza di giornalista, Bafile decise di sfruttarla puntando i suoi pochi guadagni su un quotidiano per la comunità italiana. Concepì il foglio come un aiuto pratico ai tanti connazionali, e come sostegno per i tanti emigranti che scendevano dai piroscafi senza molti punti di riferimento. Le copie del giornale divennero una presenza costante sulle banchine portuali, e aiutarono a creare quel legame di solidarietà che avrebbe tenuto uniti la comunità peninsulare.Impegnato spasmodicamente nelle sue attività, Gaetano Bafile decise di non lasciare il paese e chiese alla futura moglie, Iolanda, di raggiungerlo a Caracas. Il giornale cresceva intanto, raggiungendo la quota di 30mila copie giornaliera e con grandi possibilità di ulteriore crescita.La storia del giornalista editore non sarebbe cambiata negli anni venturi e il giornale si sarebbe distinto per numerose battaglie sociali nonché per la risoluzione di diversi casi di cronaca nera.Ho due ricordi eccezionali nel mio cuore - spiega Bafile - e sono entrambi legati a due nomi della letteratura. Da giovane infatti ebbi la fortuna di avere un professore letterato che conosceva D'Annunzio. Io gli sottoposi le mie poesie che lui fece leggere in una sera d'inverno al poeta capitato per caso nella sua abitazione. Ero presente perché mi ero offerto di portare la legna per il riscaldamento e le sue parole di incoraggiamento per le mie qualità letterario mi accompagnano da sempre. L'altro onore che mi è toccata riguarda invece Gabriel Garcia Marquez. Lui volle farmi dono della sua prefazione al mio libro "Inchiesta a Caracas", incentrato sulle tragiche scomparse di 14 italiani nel 1955."Il libro, uscito per le edizioni Sellerio, ripercorse gli intricati eventi che ruotarono intorno a un presunto complotto ai danni del dittatore Pérez Jimenéz, e trovò in Marquez un entusiasta presentatore.Altrettanto intenso il volume "Passaporto Verde" che raccoglie storie di emigrati apparse negli anni sul giornale e riorganizzate organicamente dalla figlia Marisa.Sono proprio Marisa e Mauro gli altri punti fondamentali di una vita che l'aquilano ha vissuto sempre con la passione per il giornalismo. La volontà di proseguire il lavoro paterno e di assumere la direzione del giornale rappresentano infatti l'ultimo tassello di un orgoglio e della consapevolezza di aver dato un punto di riferimento ai tanti connazionali. Oggi più che mai. In un'epoca nella quale la crisi attanaglia fortemente le migliaia di italiani, spingendoli spesso sulla soglia dell'indigenza, la "Voce d'Italia" è ancora in prima linea, con le sue denunce e le sue battaglie in favore di chi non ha voce e di chi continua a mantenere alto il nome dell'Italia.

Generoso D'Agnese | News ITALIA PRESS

 

Cordoglio della Filef per la scomparsa di Gaetano Bafile

ROMA - La FILEF esprime “il più vivo cordoglio” per la scomparsa di Gaetano Bafile, fondatore e direttore del quotidiano in Venezuela “La Voce d’Italia”. Bafile, è stato, ricordano dalla Filef, “un uomo che ha contribuito come pochi altri a scrivere la storia dell'emigrazione italiana nel mondo e a tutelarne la memoria con competenza e rigore”.

Alla moglie e ai figli Mariza e Mauro la Filef esprime “vicinanza in questo doloroso momento nella convinzione che sapranno proseguirne il grande lavoro di libera e indipendente informazione svolta per tanti anni dal suo giornale La Voce d'Italia”. (Inform)

26 de diciembre de 2008

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO: IL MINISTRO FRATTINI ALLA TV ITALIANA "LA7"

 

Puntata di "Otto e Mezzo" condotta da Lilli Gruber dedicata alla Conferenza Mondiale Giovani.  In studio il Ministro Frattini,  Ilaria dagli stati Uniti e Johnny Margiotta dal Venezuela.

  Buona visione.

13 de diciembre de 2008

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI: ONORABILE Sr. FELTRI...MA MI FACCIA IL PIACERE!...

Diceva il grande Totó: "Io sono ignorante!...io ignoro".

É l'ignoranza la causa dell'intolleranza, dei fanatismi, delle fobie. É l'ignoranza che spinge ad emettere sentenze fasulle, atte a richiamare l'attenzione delle menti piccole qualunquiste ed egocentriche. Ma é gravissimo, quando ad essere "ignaro" é un Signor Giornalista come Vittorio Feltri. Lo avremmo accettato da un Beppe Grillo, che é un comico 'politicante' e che ha bisogno di gag dissacranti per ottenere notorietá. Non lo si capisce da un direttore editoriale, il quale dovrebbe avere una visione panoramica a 360 gradi sulla realtá mondiale oltre che italiana.

Un po' di storia. L'attuale Conferenza dei Giovani Italiani nel mondo, non é la prima che si svolge in Italia. La prima in assoluto, anche se in minor dimensione forse, l'ha voluta e organizzata l'ex Ministro Tremaglia, ( colui che ha ottenuto che una maggioranza in Parlamento approvasse la concessione del voto agli italiani all'estero e che in Parlamento é stato oggetto di standing ovation da parte dei giovani...perché sará mai?) nell'ambito della Conferenza delle Donne e dei Giovani italiani nel Mondo durante il Berlusconi bis. Quella dei giorni nostri era stata auspicata nel corso degli anni da quasi tutte le componenti politiche, finché il Vice Ministro per gli Italiani nel Mondo Franco Danieli ha dato incarico di organizzarla al CGIE. Il Governo Prodi ha dunque accolto l'iniziativa stanziando i fondi necessari all'uopo. Il CGIE, a sua volta, ha convocato un piccolo gruppo di 22 giovani a partecipare all'Assemblea Plenaria a Roma, in cui si sono avviati i lavori preparatori per la Conferenza. I 22 giovani hanno dimostrato immediatamente un forte interesse per l'evento, ma soprattutto hanno colto l'importanza che questo avrebbe comportato per il proprio futuro. Iniziava cosí un lungo cammino, pieno di entusiasmo e di progetti, che é diventato per i piú una missione personale: risvegliare l'italianitá nei propri coetanei, coinvolgerli in un movimento progressista, globale, atto a favorire lo sviluppo occupazionale, intellettuale, sociale e culturale sia degli italiani nel mondo che degli italiani in Patria. Decine e decine di incontri con giovani dei Paesi di residenza, nuovi interventi alle Assemblee del CGIE, aggiornamenti costanti, interscambio di informazioni e di idee tra i 22 e centinaia di nuovi aggregati, hanno comportato in questi due anni per questi ragazzi migliaia di ore di tempo, energie e denaro a proprie spese, con lo scopo di arrivare preparati con forti argomenti all'appuntamento che avrebbe dato loro modo di raccontarsi, di farsi ascoltare, e dal governo italiano e possibilmente dal resto degli italiani in Italia.

Questi "ragazzotti", Sr. Feltri, che Lei chiama dispregiativamente 'papponi', hanno dovuto lasciare il proprio lavoro, la scuola, l'universitá per una settimana, pur se gratis, e non certo per una "vacanza romana", bensí per una settimana di lunghe e spesso barbose giornate di lavoro. Un pomeriggio a spasso per Roma, visitando i monumenti storici, la chiama vacanza? Persino in una partita di calcio c'é la pausa di 10 minuti!...Alcuni sono stati invitati a Sportello Italia, su Rai International, che peró si vede soltanto all'estero e non giá in Italia, e sono stati trattati come bambocci (sarebbe invece stato piú meritorio dedicare loro una puntata di Porta a Porta). E sono stati disprezzati da un giornale italiano, il Suo.

Libero...La libertá di espressione, Sr. Feltri, non significa ledere liberamente (impunemente) la dignitá delle persone. Se voleva attaccare e criticare il governo, poteva benissimo impostarlo diversamente, eticamente, rispettando la deontologia professionale. Quel titolone avrá certamente trovato l'apprezzamento dei qualunquisti italiani ed avrá aumentato (forse) le vendite del giornale. Ma in contropartita ha disonorato la categoria dei giornalisti.

Il qualunquismo...Eppure, secondo statistiche, sono poche le famiglie italiane che non contino con un emigrato. Dovrebbe, Sr. Feltri, guardarsi intorno, e forse scoprirebbe di avere un lontano parente sperduto in qualche parte del mondo. E scoprirebbe forse, che quell'emigrato avrebbe contribuito nel dopoguerra a suon di sacrifici, con le sue rimesse, a ricostruire l'Italia, la 'Sua' Milano. Quelle rimesse che migliaia di italiani di ogni regione hanno permesso anche a Lei di vivere oggi nell'agiatezza. Oggi i loro figli e nipoti sono preparatissimi, conoscono il mondo, Lei no! Hanno studiato, sono specializzati ognuno nella propria professione, sono comunque forse tutti piú colti di Lei. Hanno inoltre una maggior esperienza in campo lavorativo. Infatti, mentre in Italia un giovane ottiene la laurea verso i trent'anni, in Venezuela per esempio l'ottengono ai 21. Ed in un Paese dove gli impiegati pubblici sono sottopagati, dove non esiste un sistema pensionistico degno di essere chiamato tale, dove gli ospedali pubblici mancano di materie prime, come
medicinali, siringhe, garze ecc., dove si paga persino il sole che esce la mattina, devono per forza immettersi nel mondo del lavoro per produrre, mantenersi e mantenere in molti casi anche moglie e figli. Ed hanno un ingrediente in piú: spesso sono nati da genitori di diversa provenienza... e vivono all'estero. Ció permette loro una innata multiculturalitá, una piú ampia apertura mentale. Difficile per Lei, di cognome Feltri, concentrato tutto nel Milanese, concepire la multiculturalitá. Uno come Vittorio Feltri deve per forza di cose essere di 'purissima razza ariana' (sará un caso che La chiamano Littorio?).

Sr. Feltri, esca dal suo guscio! Venga all'estero e visiti le nostre comunitá. Si renderá conto cosa sono stati capaci di 'fare' di costruire nel mondo, portando ovunque in alto il buon nome dell'Italia. Si faccia raccontare come lo hanno costruito, senza chiedere mai sussidi o cassa integrazione all'Italia. La sua penna é velenosa e distruttiva. Fortunatamente all'estero non la legge nessuno. E pochi la leggono in Italia. La invito a ricredersi e chiedere scusa pubblicamente alla seconda Italia che vive all'estero. Forse a qualcuno come Lei duole che gli italiani all'estero comincino ad essere presi in considerazione. Oggi fortunatamente votiamo, e contiamo tale e quale a Lei.

Comprendiamo la Sua preoccupazione per gli sprechi in tempo di crisi per l'Italia. Ma la crisi non l'hanno creata gli italiani all'estero! Anzi, noi continuiamo ad alimentarla. Condivido il timore che questa Conferenza si converta in 'aria fritta', ma solo per quanto riguarda quei politici italiani che forse non hanno ancora, come Lei, compreso l'importanza di dare continuitá all'italianitá nel mondo. O forse hanno dimenticato che il Made in Italy é consumato all'estero grazie agli italiani ed ai loro discendenti? E se questi decidessero ad un tratto tutti insieme di non acquistare piú i prodotti italiani? Se decidessero di non visitare piú l'Italia come meta turistica? Di non ascoltare piú la nostra musica? Di non vedere piú i nostri film? Lei reclama per i pochi euro-gettoni donati ai giovani. I 144mila euro (348 per i 413 ragazzi venuti dall'estero), cosa sono di fronte ai 4 milioni che Lei riceve per il Suo giornale? E poi, ne sia certo, saranno spesi per gli immancabili souvenirs, per il caffé e la brioche al bar, per una pizza o la 'pajata'. Puó stare dunque tranquillo: gli euro-gettoni rimarranno in Italia. E vuole mettere la grossa mano data all'Alitalia che, almeno per una volta avrá visto i suoi aerei riempiti di viaggiatori, visto che volano vuoti per un 40%? Ed i trasporti su gomma, i ristoranti e gli alberghi?...É meschino ció che Lei scrive.

Sr. Feltri, come direbbe Totó...Ma mi faccia il piacere!...

Germana Pieri L'ITALO, Maracaibo, Venezuela

Libero titola "Importiamo papponi". Ed è subito polemica

I giovani delegati nel corso della seconda giornata di lavori alla Fao prepareranno un documento che verrà approvato come odg in risposta alle accuse di Vittorio Feltri

11.12.2008 10:12:49

Roma - Seconda giornata di lavori della Conferenza dei giovani italiani nel mondo presso la sede della Fao. E' mattina e arrivano i primi degli oltre 400 ragazzi, ma sui loro volti non si legge la stessa gioia e lo stesso desiderio di confronto e discussione del giorno precedente. Facce tese, altre preoccupate sfilano per i corridoi degli uffici della Fao.



Iniziano i lavori, ma tra i giovani c'è chi prende la parola per porre l'attenzione sulla questione che oggi sembra concentrare le ire della maggioranza dei delegati. L'articolo di apertura del quotidiano Libero "Importiamo papponi" attacca la conferenza, sollevando dubbi sull'utilità dell'evento che, secondo l'editoriale di Vittorio Feltri, ruota attorno al "nulla o o, se preferite, sull'incerto sesso degli angeli".



"Più di seicento ragazzotti, di cui quattrocento provenienti dall'estero, sono arrivati nella capitale - prosegue Feltri - e vi soggiorneranno una settimana. Tutto, comprese le spese di viaggio, a carico dello Stato che si è accollato anche l'onere di compensare gli invitati con un gettone di 350 euro. Soldi investiti bene?".



Nel corso della giornata, in risposta all'articolo di Libero, verranno scelti dei rappresentanti per ogni commissione tematica che prepareranno un documento che verrà approvato come ordine del giorno e che verrà presentato a fine giornata e diffuso agli organi di informazione.

Silvia Gernini | News ITALIA PRESS

5 de diciembre de 2008

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI: ECCO I NOSTRI "QUATTORDICI"

RIPRESO DALLA VOCE D'ITALIA, REALIZZATO DA MARIA CHIARA NICOTRA.

CARACAS giovedí 4 dicembre 2008 - Manca poco ormai al grande incontro. Tra qualche giorno 400 giovani italiani, nati e cresciuti all’estero, si incontreranno per discutere dei problemi della nostra collettività e dei difficili rapporti con la loro terra d’origine. Per quanto riguarda il Venezuela, è il terzo anno che un italo-venezolano prende parte ad un incontro tra rappresentanti del governo e gioventù. Il 2006 vide la partecipazione di Giovanni “Jhonny” Margiotta, proposto dal dottore Nello Collevecchio. L’anno dopo toccò a Giovanni Lombardo, questa volta indicato dal dottor Ugo di Martino. Ed è, finalmente, solo nel 2008 che “il giovane” diventa la “commissione giovani”. Ma per quale motivo, all’improvviso, ci si è accorti dei giovani e delle loro esigenze? L’allarme venne lanciato già qualche anno fa dai presidenti delle associazioni regionali. “Il problema del cambio generazionale è allarmante. È triste vedere tutto ciò che hai costruito con i tuoi sforzi morire con te, perchè non c’è nessuno interessato a ciò che hai fatto” commentò di recente il vicepresidente dell’Associazione Campani, Marco Battipaglia. La difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni é stato anche una delle tematiche trattate durante l’ultima riunione continentale del Cgie, tenutasi all’hotel Tamanaco di Caracas. In quella occasione i rappresentanti di tutto il Sud America si impegnarono a fare qualcosa affinché questa situazione potesse cambiare. Quattordici i ragazzi che compongono la delegazione che il Venezuela invierà a Roma quest’anno. Dopo un segretissimo lavoro di selezione, sabato scorso i giovani sono stati convocati dal Comites e dal Cgie nella “Sala de conferencias” del Centro Italiano Venezolano di Caracas. L’incontro, previsto per le undici della mattina, è iniziato a mezzogiorno per via dei ritardi dovuti all’arrivo dei giovani da diverse località del Paese. Ma quella che doveva essere una riunione di collettività ha cambiato fisionomia nell’arco della mattinata, seguendo la volontá dei membri del Cgie. Ed è stato poco prima dell’inizio dei lavori, ai quali unico invitato è risultato essere il Primo Consigliere d’Ambasciata Alberto Pieri, che “La Voce d’Italia” è stata invitata a “restare fuori”. Non potendo essere testimoni abbiamo chiesto al capogruppo della delegazione di raccontarci come si sono svolti i lavori. “La delegazione venezolana lavorerá come una squadra alla Conferenza e devo dire che c’è grande affiatamento. Il Primo Consigliere dell’Ambasciata Alberto Pieri dopo il suo saluto iniziale - ci racconta Jhonny Margiotta - , ha fatto un po’ l’analisi della situazione dei giovani in Venezuela, rispondendo ad una serie di domande rivolte, per mezzo di una lettera, all’Ambasciata e ai Consolati italiani in Venezuela. Di seguito si è passati alla nomina del coordinatore Cgie, Nello Collevecchio, come nostro rappresentante alla Conferenza. Abbiamo ricevuto Consigli preziosissimi dal Presidente del Comites di Caracas Michele Buscemi ed il membro Cgie Dott. Michele Coletta. Assente per motivi di causa maggiore il Dott. Ugo Di Martino”. A conclusione dei lavori, giovani e non giovani si sono recati al ristorante del Civ. Così, alla fine del pranzo, li abbiamo potuto incontrare. Com’è ovvio è stata una conversazione breve, data la fretta di lasciare il centro per intraprendere il lungo viaggio di ritorno.

Nello Collevecchio:

imageLa selezione di questi giovani è stata delegata alle nostre istutizioni rappresantitive quindi i Comites di Caracas ed Oriente in armonia con il Cgie. Ovviamente i Comites a loro volta hanno lavorato con le associazioni. La maggior parte di questi 14 giovani sono dei ragazzi che hanno partecipato alle riunioni ed agli incontri svoltisi negli ultimi due anni in tutto il Paese. In realtà tutti meritavano di andare, perchè sono tutti bravi: con il loro lavoro hanno dato un apporto significativo nel senodella collettività. I ragazzi andranno da soli benchè contemporaneamente alla loro conferenza ci sarà una riunioe del Cgie. Fisicamente saremo vicini anche se lavoreranno in forma totalmente au- tonoma. È stato chiesto ad ognuno di loro di scegliere un tema di loro interesse, per inserirsi nelle relative commissioni. Per quanto riguarda le polemiche nate circa l’utilità di questa iniziativa, visti i tagli e la possibilità che sia un caso unico, ho una sola risposta: ottimismo. Bisogna mantenerlo sempre. Negli ultimi dieci anni, spesso è capitato di avvertire un clima di perlessitá attorno a determinati eventi che poi hanno avuto esito positivo. Noi ci mettiamo il nostro impegno, perche crediamo nei nostri ragazzi, sono il futuro dell’Italia nel mondo.

Giovanni “Jhonny” Margiotta, 33 anni Maracaibo

Tutti i quattordici delegati prenderemo parte alle commissioni tematiche dove andremo ad esporre le nostre idee, che sommate a quelle dei giovani del resto del mondo, saranno riunite in un documento congiunto che rispecchierá tutte le realtá. La nostra proposta si chiama “Italiani in Venezuela”, ed ha come meta far conoscere la nostra collettivitá in tutti i suoi aspetti. Il nostro è un gruppo di giovani laureati, professionisti e imprenditori. È composto da giovani di etá diverse, l’ideale per non generalizzare le nostre necessitá e idee. Alcuni sono alle prime armi, altri invece sono parte integrante del “Progetto Associazione Giovani Venezuela”. Sono tutti motivati ed entusiasti, consapevoli di essere protagonisti di un evento storico che potrebbe portare una ventata di novitá, non solo tra gli italiani all’estero ma soprattutto tra gli italiani in italia. Siamo tutti italiani residenti in Venezuela, e ognuno conosce la realtá che lo circonda. Chi piú, chi meno fa parte di Associazioni, ha partecipato a congressi all’estero e in Italia. Altri, invece, racchiudono dentro di se il rammarico di vedere come, poco a poco, la fiamma dell’italianitá si affievolisce nella nostra comunitá. Le necessità della nostra collettività su cui faremo leva sono: l’apertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana, il miglioramento e diffusione della lingua e cultura italiana, l’equipollenza dei titoli di studio universitari, corsi di formazione e, dulcis in fundo, l’informazione. Inoltre proporremo un nuovo modo di offrire i servizi agli italiani all’estero piu consono con i tempi attuali: una maggior apertura commerciale culturale verso le nuove generazioni e contatto permanente e diretto tra i due paesi, in poche parole..cooperazione. Personalmente, devo ringraziare il Cgie ed il Ministero degli Affari Esteri che mi hanno dato l’opportunitá di lavorare insieme ai giovani e adulti di tutto il Mondo per la preparazione di questo traguardo chiamato Conferenza Mondiale. Sono stati due anni di apprendimento e scambio di idee, indimenticabili.

Gianni Camporota, 31 anni Antonio Izzo, 25 anni - Maracaibo

image Gianni: Ho conosciuto diverso tempo fa Jhonny Margiotta il quale mi ha iniziato a questa realtà. Da allora faccio parte del movimento. Ciò che mi sta a cuore è migliorare, apportare un cambio dal punto di vista di interscambi universitari e le relazioni lavorative tra i due Paesi. Il dottor Pieri ci ha informato che esistono già diversi progetti d’interculturalità, adesso provvederemo a controllare e qualora fosse così provvederemo a migliorare il sistema di informazione affinchè chi fosse interessato possa accedere a tali notizie facilmente.

image Antonio: Ho iniziato ad avvicinarmi ai giovani italo-venezolani perchè da sempre mi ha interessato. Ho creato un gruppo di giovani italovenezolani su facebook ed è così che ho conosciuto Jhonny. Mi ha parlato dei suoi progetti ed abbiamo iniziato a lavorare insieme. Anche per me è estremamente importante creare un ponte con l’Italia dal punto di vista lavorativo. A Roma proporremo di intensificare questo tipo di relazioni. Uno dei nostri progetti è creare un database con le informazioni relative a tutti i giovani italo-venezolani in modo da poter mandare le informazioni che li possano interesse tramite email: corsi di studi, interscambi, offerte di lavoro. I giovani si stanno allontanando parecchio dalle loro origini italiane ed è nostro

Daniela De Santis,25 anni, Caracas Diana Paternò, 23 anni, Guanare (Barinas)

Daniela: Ho iniziato a far parte del movimento in quanto presidente dei giovani toscani. Ho saputo dellaimage prima riunione tenutasi a Caracas il 5 gennaio di quest’anno, dove ho conosciuto Margiotta e Lombardo, il giovane che ci rappresentò l’anno scorso. Vogliamo creare uno spazio giovane dove i nostri coetanei possano incontrarsi. Per quanto riguarda la conferenza, vista la situazione economica del Paese e i tagli pensavo che il nostro incontro sarebbe stato cancellato. Per fortuna non è stato così. Credo che il più grande apporto che possiamo dare è quello di esserci, di farci vedere, di comunicare quello che sentiamo, ovvero di essere italiani.

Diana: Faccio parte dell’associazione siciliana di Guanare della quale mio padre è il presidente. Dalle mie parti è forte la presenza delle associazioni. Non abbiamo altro contato con il Governo. Ogni attività si realizza in esse. Si celebrano le ricorrenze tipiche delle varie regioni, invitando artisti italiani per cercare di promuovere la nostra cultura. Credo fondamentalmente che si possa fare di più ed è per questo che andiamo a Roma. Per far in modo che si accorgano di noi e sentano la nostra voce.

Giordano d’Acquaro, 35, Barquisimeto Giancarlo Colasante, 25 anni Caracas

Giordano: Io lavoro da 14 anni con gli immigrati italiani. Ho visto tanta gente davvero abbandonata a se stessa. Il governo purtroppo non si interessa molto a loro. I finanziamenti che vengono chiesti all’Italia arrivano, ma il problema è che non si sa dove vanno a finire. Ciò che vorrei, è realizzare un ospedale per tutti i nostri connazionali, dove possano ricevere le cure che si meritano. Gente che da 50 anni si ammaza di lavoro ha diritto ad una vecchiaia decente. In merito alla Conferenza, rispetto la decisione dei giovani italiani della Germania che hanno scelto di non partecipare per investire le somme destinate a questa attività in altre manifestazioni, ma secondo me è importante esserci.

Giancarlo: Sono presidente della sezione giovanile dell’associazione “Abbruzzesi in Venezuela”. Sono stato segnalato dalla presidentessa ed ho iniziato a seguire il progetto giovani italo-venezolani. La collettività è totalmente abbanonata dal Governo. Bisogna riuscire a coinvolgere i giovani di nuova generazione che si stanno allontanando dalle loro radici proprio a causa di questo stato d’abbandono in cui si trovano.

Rosalia Bandini, 21 anni Jeanette Baudanza, 27 anni El Tigre

Rosalia: Secondo noi il problema più importante è la maniera di coinvolgere i giovani. Bisogna riuscire a farli sentire parte di una comunità. Ne El Tigre stiamo organizzando dei corsi di italiano grazie all’ausilio di una signora. Non tutti hanno avuto l’opportunità di studiare in scuole italiane ed è fondamentale dare questa possibilità a tutti, poichè la lingua è l’anima di un popolo. Per quanto riguarda la conferenza alla quale partecipiamo, ci stiamo preparando per far in modo che ci ascoltino, che si rendano conto che esistiamo, che siamo italiani o che quanto meno ci sentiamo italiani come loro.

Jeanette: Entrambe veniamo da El Tigre. Ci siamo avvicinate a questa realtà circa un anno fa. In quell’occasione fu il dottor Collevecchio ad invitarci a partecipare ad una riunione tenutasi nella nostra collettività. Da allora ci siamo interessate a questa iniziativa che, finalmente, vede i giovani protagonisti.

Giulio Vita, 20 anni, Caracas

image Mi sono interessato sempre della collettività. Diciamo che è stata aparte della mia vita sin dall’adolescenza, anche perchè mia madre è membro del Comites. Credo ci siano molte cose da migliorare nelle nostre istituzioni. L’80% dei figli di italiani non ne conosce la lingua. Spesso imparano prima l’inglese. Questo per colpa dell’assenza di organizzazione di attività culturali che ci coinvolgano. Ad esempio sono scarsi gli scambi con le università. Vorrei fare una rivoluzione nell’italianità. Mi piacerebbe cambiare le cose a cominciare da qui. La nostra colletività ha accolto solo il peggio della società italiana: la corruzione. Le cose possono cambiare ma bisogna lottare molto.

Carolina Pucillo 32 anni di Caracas e Santina Fonzo, 22 anni di Maracaibo

image Carolina: Sono entrata a conoscenza del movimento dei giovani grazie alle associazioni. Mio padre è il presidente di quella della Basilicata. Spero di poter dare il mio meglio per rappresentare gli italiani in Venezuela. Entrambi i 5 punti scelti sono collegati tra loro. Penso che bisogna richiedere un impegno all’Italia ma anche e soprattutto dalla collettività. Non serve a niente lottare per avere dei corsi e delle iniziative se poi la collettività non risponde.

Santina: Io conosco Jhonny Margiotta da sempre. Ho iniziato per curiosità a partecipare alle prime riunioni, impegnandomi in produzione e cercando un maggior contatto con i giovani. Abbiamo riversato tutti i nostri sogni e progetti in questo gruppo. Per quanto riguarda la conferenza i temi che più ci stanno a cuore sono la lingua e la cultura. Ed i problemi legati all’assistenza sociale, come gestire i fondi erogati. Maracaibo, e lo dico alla luce di uno studio da noi realizzato,è la città che riceve meno finanziamenti. Manca il tassello di comunicazione tra giovani ed associazione. Ed è a questo che miriamo. Per noi italianità é passione!

maria chiara nicotra/ la voce d'ital

Programma di innovazione Industria 2015: presentati 429 progetti

 

Roma - Sono stati ben 429 i progetti presentati per il Programma di innovazione ‘Industria 2015' (http://www.industria2015.ipi.it/).

Industria 2015 è il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007 e che stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su: un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie; un'analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (il 2015).

Il bando sulle tecnologie del ‘made in Italy' ha coinvolto 3.000 aziende e 1.000 centri di ricerca. Il giro degli investimenti supera i 3,5 miliardi di euro, dei quali quasi due terzi riguardano la partecipazione di piccole e medie imprese. "Il successo del bando - ha commentato il Ministro Claudio Scajola - è particolarmente incoraggiante perché significa che anche in questo momento di crisi le imprese italiane stanno investendo sul futuro, per prepararsi alla ripresa internazionale. L'applicazione delle nuove tecnologie ai prodotti Made in Italy è la chiave per  rilanciare la competitività dell'industria italiana. In relazione al successo del bando, stiamo valutando la possibilità di far confluire su questi progetti anche  risorse europee e nazionali del FAS per massimizzare l'impatto sul Mezzogiorno". In media per ogni progetto c'è un costo di 8 milioni di euro che prevede la partecipazione di circa 9 fra aziende e istituti di ricerca. Nelle prossime settimane, infine, si completerà la  valutazione dei primi due bandi di Industria 2015 su Efficienza energetica e Mobilità sostenibile a cui hanno partecipato 142 progetti presentati da 1700 imprese e centri di ricerca, che  assegnerà 380 milioni di incentivi ai progetti selezionati.

3 de diciembre de 2008

L'EDITORIALE DI MARCO BASTI: LA CONFERENZA GIOVANI

 

BUENOS AIRES - Stanno per partire nelle prossime ore i 57 giovani della nostra comunità, che rappresenteranno i loro coetanei italiani o di origine italiana residenti in Argentina, alla Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, che si svolgerà a Roma la settimana prossima. Un appuntamento che potrà essere di grande importanza se non si limiterà ai soliti riti, in un momento in cui le azioni degli italiani all’estero sono crollate quasi tanto quanto le borse di tutto il mondo.

Un crollo che non è certo colpa degli italiani che risiedono oltreconfine, ma di una situazione politica italiana sempre più chiusa in sè stessa. Una situazione che ha portato a dei tagli davvero sproporzionati e spropositati, sui quali si è già manifestato quasi tutto il mondo degli italiani all’estero e sui quali anche noi abbiamo parlato tanto, senza che si intravedano, purtroppo, neanche le minime intenzioni di modificare l’impianto scritto dal governo.

Ma lasciamo per un momento la questione tagli, per passare alla Conferenza dei Giovani, un appuntamento fortemente voluto dal CGIE, nel quale è sempre stato grande l’impulso sull’argomento dato dai consiglieri dell’Argentina. Un impulso che viene da lontano, da oltre vent’anni. Un impulso che l’Associazionismo ha mantenuto con impegno e che ha dimostrato nella realizzazione di diciasette Congressi dei Giovani organizzati dalla FEDITALIA in Argentina.

L’augurio è che i giovani che parteciperanno alla manifestazione, in particolare quelli che rappresenteranno l’Argentina, siano consapevoli dell’importanza della comunità che stanno rappresentando, della storia e della realtà delle nuove generazioni di argentini di origine italiana che rappresentano.

Giovani delegati dell’Argentina che certamente capiranno l’importanza di mantenere la fedeltà alle proprie radici. E questo comporta la consapevolezza del fatto che la nostra comunità ha delle caratteristiche particolari, perché è tra le più antiche e le più numerose, perché ha costituito un inestimabile patrimonio morale, storico, culturale, materiale, in questo Paese. Perché si è organizzata da sola, quando l’Italia non era nata e l’Argentina appena cominciava a organizzarsi, attraverso le Associazioni. Esse sono al centro della storia e della realtà della nostra comunità, per cui quando i giovani dell’Argentina si riuniranno a Roma con i loro coetanei di tutto il mondo per parlare del loro futuro e del futuro delle comunità italiane all’estero e del futuro dei rapporti con l’Italia, non potranno fare a meno di tener presente quella storia e quella realtà che, certo, costituiscono un valore del quale devono essere fieri.

L’eventuale intenzione del governo o delle forze politiche italiane di disconoscere la nostra realtà, o di imporre le logiche lottizzatrici che hanno caratterizzato la politica italiana, specialmente nei confronti degli italiani all’estero e fra noi specialmente da quando c’è il voto degli italiani all’estero, dovrebbero essere respinte.

Come è stato scritto tante volte, se non si è consapevoli delle proprie radici, difficilmente si potrà crescere e arrivare lontani.

Ai nostri giovani quindi, i migliori auguri per la loro partecipazione alla Conferenza. Se sapranno farci, saranno risultati positivi per tutti. Altrimenti... (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)

Nascerà anche al Senato il Comitato per gli italiani all'estero

 

Ne faranno parte tutti i senatori eletti nella circoscrizione Estero

03.12.2008 18:12:21

Roma - E' stato annunciato ieri dal Presidente Roberto Schifani la costituzione del Comitato per gli italiani all'estero del Senato.

La formazione di questo nuovo organismo di Palazzo Madama che vedrà la luce nei prossimi giorni nasce dopo l'approvazione dell'assemblea del 30 luglio. Questo l'elenco dei membri del nascente Comitato: Juan Esteban Caselli (PDL), Nicola Di Girolamo (PDL) - quest'ultimo è in attesa di essere giudicato proprio dal Senato dopo essere stato sfiduciato dalla Giunta per le elezioni e immunità parlamentari - , Mirella Giai (MAIE), Basilio Giordano (PDL), Claudio Micheloni (PD) e Nino Randazzo (PD), Maria Teresa Bertuzzi (PD), Francesco Bevilacqua (PDL), Luciano Cagnin (Lega Nord), Cesarino Monti (Lega Nord), Vincenzo Oliva (Misto), Stefano Pedica (IDV) e Carlo Pegorer (PD).

newsitaliapress

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI

 

La collettività italiana all’estero, secondo gli schedari consolari al 31 dicembre 2007, si compone di 3.870.000 individui, così ripartiti per aree geografiche (la ripartizione per aree geografiche presa in considerazione è quella prevista per il C.G.I.E.):

- Europa + Nord Africa  55,4 %

- America Latina           31,4 %

- Paesi Anglofoni          11,8 %

I giovani, compresi in una fascia di età dai 18 ai 35 anni, sono 929.249 pari al 24 % della collettività. Le percentuali della consistenza dei giovani per aree geografiche non si discostano di molto da quelle della collettività nel suo insieme:

- Europa + Nord Africa   501.659 =      53,9 %

- America Latina             308.212 =     33,1 %

- Paesi Anglofoni              94.000 =     10,1 %

                            Totale 903.871 =     97,1 %

- (altri)                              25.378 =       2,9 %

                                                          100   %

Il numero complessivo di delegati, è stato stabilito in base alle risorse finanziarie rese disponibili dal Governo – pari a 1,4 milioni di euro – che permettevano al segretariato della Conferenza di prendere totalmente in carico le spese di partecipazione per oltre 420 giovani.

Il calcolo del numero di delegati da attribuire a ciascun Paese è stato fatto in proporzione alla consistenza della collettività giovane (compresa tra i 18 e i 35 anni) sulla base dei predetti schedari. Partendo dalle percentuali di cui sopra, sono stati apportati lievi aggiustamenti in favore del numero di delegati assegnato ai Paesi al di fuori dell’Unione europea per permettere una loro più significativa partecipazione rispetto al mero calcolo matematico. Il numero effettivo dei delegati che parteciperanno alla Conferenza si è ad oggi attestato su  416 elementi, a seguito di alcune defezioni dovute all’impossibilità per diversi delegati di lasciare per una settimana intera le rispettive attività.

I delegati sono in maggioranza discendenti di italiani, loro stessi cittadini italiani, ma sono stati scelti anche tra gli oriundi e tra i rappresentanti delle nuove migrazioni (ricercatori, professionisti, imprenditori, artisti, lavoratori). Il 52% dei delegati è di sesso femminile e il restante 48% maschile. L’età media è attorno ai 27 anni.

Nella tabella che segue sono stati presi in considerazione tutti i Paesi in cui sia operativo almeno un Comites (cioè quelli ove vi siano più di tremila connazionali). I Comites considerati sono 124 in 39 Paesi.

PAESE                                 Connazionali %  Giovani 18-35   %    DELEGATI

Europa

GERMANIA(+Austria)                638.314           171.492           18,4          59

SVIZZERA(+Croazia/S.Marino)   520.122           14.229             12,2          32                     

FRANCIA (+Monaco Princ)        334.180 65.461             7,0           28

BELGIO                                   243.280            56.758             6,1            23                      

REGNO UNITO(+Irlanda)          175.796             46.737             5,0 19 

Grecia/Spagna/Turchia                92.498            32.035             3,4            11                      

PAESI BASSI                            31.548               7.201             0,8             3                        

LUSSEMBURGO                   23.422               4.636                               2

Svezia/Danimarca                      11.436               2.768                               4                      

Portogallo                                    3.391                  849                              3

Altri paesi                       ……..                    ……..

                            Totale       2.147.063    55,5   501.317       53,9             184         

America Latina

ARGENTINA                            592.065             154.459             16,6               57                      

BRASILE                                 274.766               72.368              7,8               40                      

VENEZUELA                            115.411               24.262              2,6               14                      

URUGUAY                                83.646                20.429              2,4               14                      

CILE                                         46.203                13.579              1,4                8                      

Messico/Guate/Costa Rica/Rep.Dom 29.440         6.808 9

PERU’                                      29.273                  7.266               0,7               5                      

Ecuador/Colombia                     27.161                  7.008                                   5                      

Paraguay                                   5.672                   2.444                                  2

Altri paesi                    ………                   ………

Totale         1.217.297    31,5   306.179          32,9           154                                                    

America del Nord

STATI UNITI                               191.804                35.647              3,8             27                     

CANADA                                   117.199                20.429              2,2             19                     

                           Totale              309.003     7,9     56.076             6,0             46           

Africa

Rep. SUD AFRICA                      30.648                  7.027              0,7              7                    

Algeria/Marocco/Etiopia                2.568                     784                                 3

Altri Paesi                         ……                   ……..

                           Totale              39.434      1,0       7.811             0,8             10           

Oceania/Asia

AUSTRALIA                              116.825                30.455              3,3              20                     

ISRAELE                                      9.074                 3.146                                  2

Altri Paesi                         ……...                       ….

                            Totale           141.598      3,7      33.601              3,6              22          

pm Totale altri Paesi         304.526 27.411

        Totale      3.870.464             929.249           100%           416

A parte i delegati provenienti dall’estero, sono stati invitati altri 200 giovani residenti in Italia tra studenti, professionisti, imprenditori, lavoratori, esponenti del mondo dell’arte, della cultura e dello sport. Nella designazione degli invitati sono stati coinvolti i Partiti, i Sindacati, la Confindustria, le Regioni, il ministero della Gioventù e quello dell’Istruzione, la Consulta Nazionale dell’Emigrazione.

I temi di interesse prioritario per i giovani sono emersi dai già citati incontri “giovani – Paese” organizzati in 22 Paesi dal CGIE e dai rispettivi Comites; essi vertono su identità italiana e multiculturalismo, lingua e cultura italiana, informazione e comunicazione, mondo del lavoro e lavoro nel mondo, rappresentanza e partecipazione. Su queste cinque tematiche saranno articolati i lavori della Conferenza, affidati ad altrettanti moderatori individuati dalla Dante Alighieri tra personalità del mondo accademico e del giornalismo quali Paolo Peluffo, Nicola Piepoli, Pierluigi Vercesi, Mario Morcellini, Francesco Delzio, Renzo Prencipe e Graziano Tassello. I documenti prodotti dai cinque gruppi di lavoro tematici saranno presentati in Plenaria per la discussione e l’approvazione. I moderatori hanno già dato vita ad un blog al quale sono stati iscritti i giovani delegati che hanno espresso le loro preferenze per l’assegnazione ad uno dei gruppi tematici.

La Conferenza vera e propria sarà preceduta l’8 e 9 dicembre da Pre – Conferenze su base continentale che consentiranno di avere un quadro della situazione dei giovani connazionali in ogni area geografica.

La Conferenza sarà presieduta dal Ministro per gli Affari Esteri o dal Sottosegretario con delega per gli Italiani all’estero, Sen. Mantica. Nel Comitato organizzatore, composto da 30 membri, sono presenti tra gli altri, il Sindaco di Roma, membri del Senato e della Camera dei Deputati, rappresentanti dei Ministeri interessati (Istruzione, Beni Culturali, Gioventù, Affari Regionali), del CGIE, esperti in tematiche giovanili. Ne fanno parte anche cinque rappresentanti delle Regioni individuate tra quelle che abbiano dimostrato un particolare interesse per le tematiche inerenti le nuove generazioni di italiani (o corregionali) all’estero.

Il Comitato organizzatore ha avuto il compito di deliberare in merito alle iniziative necessarie per la realizzazione della Conferenza. In particolare, esso ha deliberato in ordine ai temi che formeranno oggetto del dibattito, ai criteri per la scelta degli invitati nonché sul Regolamento della Conferenza. Il Comitato ha anche nominato, al suo interno, cinque membri del Comitato Esecutivo che si è riunito sotto la direzione del Sottosegretario Sen. Mantica per dar seguito alle decisioni del Comitato organizzatore.

La seduta inaugurale della Conferenza sarà ospitata dalla Camera dei Deputati e sarà aperta dal Presidente della Repubblica.

Le nuove generazioni di italiani all’estero, motore della italianità nel mondo

 

CATANIA - Tre generazioni di giovani figli di siciliani, sono state la “primavera” di Sicilia Mondo in tutte le stagioni della sua storia.

Tantissimi ragazzi e ragazze, bellissimi, con la Sicilia nel cuore. Motori di una sicilianità da sogno. Perché ovunque ci sono Loro, lì c’è la Sicilia, quella vera.

Li abbiamo incontrati negli Stati Uniti, in Sud America, in Australia, in Sud Africa, in Europa, nelle altre regioni italiane, tutti figli, nipoti e pronipoti di una razza di siciliani forti che hanno trapiantato radici in tutte le parti del mondo, approdando spesso al centro del potere economico, politico e culturale. Arrivandoci da soli.

Siciliani forti che nella società di insediamento hanno radicato una “sicilianità” inconfondibile fatta di culto della famiglia, dell’ospitalità, dell’amicizia, della solidarietà, di tradizioni religiose, di lavoro, di attaccamento alla credibilità morale. Trapiantando un modo di vivere siciliano e di stare con gli altri. Tutti valori divenuti cultura. Ma col pensiero mai dismesso alla Sicilia.

Le nuove generazioni, nate e cresciute sotto parametri culturali diversi, hanno fatto di questa cultura caratteriale un valore aggiunto del proprio Dna, sognando sempre di visitare la Sicilia con la curiosità di conoscere la identità di origine e le ragioni di un insopprimibile orgoglio di appartenenza. Per Loro la sicilianità è forte perché si sentono siciliani.

Ricordare il volto e gli interventi dei tantissimi giovani che abbiamo incontrato anche in Sicilia, nelle tante iniziative di Sicilia Mondo, significa riscoprire la gioia di leggere  pagine di storia e momenti di emozioni indimenticabili.

I giovani di ieri e di avanti ieri passati da Sicilia Mondo sono diventati adulti e cittadini di eccellenza che onorano l’Italia, orgogliosi di esserne i figli.

La Conferenza mondiale dei giovani che si terrà a Roma dal  10 al 12 Dicembre, con i suoi 400 giovani arrivati da tutte le parti del mondo,  si presenta come un laboratorio di eccezionale importanza.

Sicilia Mondo, da sempre nel moto dei cambiamenti e sempre aperta al nuovo che avanza, propone, ancora una volta, al centro dei suoi progetti ed operatività la “sfida giovani”.

Seguirà, pertanto, col massimo “ascolto”,  ma anche con emozione, la Loro voce per comprendere dal vero che cosa propongono, cosa intendono per nuovo e quali le priorità del momento. Soprattutto che cosa significa per Loro “l’italianità”,  “sentirsi italiani” nelle società dove vivono.

Le nuove generazioni di siciliani rappresentano un tassello prezioso nel grande scenario della italianità nel mondo.

Sicilia Mondo guarda con grande fiducia la Conferenza di Roma. Puntare sulle nuove generazioni significa guardare con nuova tensione e  speranza al futuro del Paese Italia in tutte le parti del mondo. (Mimmo Azzia*-Inform)

* Presidente di Sicilia Mondo

 

29 de noviembre de 2008

Il MAIE al Senato presenta gli emendamenti per gli italiani all’estero

Comunicato stampa

 

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Il MAIE al Senato presenta gli emendamenti per gli italiani all’estero

Mirella Giai: Non lasceremo niente di intentato!

Roma, novembre 2008:- Presentati dal MAIE, in Commissione Bilancio del Senato, una ventina di emendamenti al testo della legge finanziaria che nascono dalla precisa volontà di lottare fino all’ultimo per difendere il diritto della collettività italiana all’estero. La sen. Mirella Giai, che è la prima firmataria degli emendamenti presentati, che hanno avuto l’appoggio oltre che del sen. D’Alia, presidente del Gruppo Autonomie del Senato, dei colleghi dell’UDC, SVP e altri, ha commentato così l’iniziativa: “ Il Movimento Associativo Italiani all’Estero non lascerà nulla di intentato per difendere i diritti degli italiani all’estero. Ecco perché abbiamo voluto presentare questi emendamenti sperando che il Governo voglia riconsiderare le sue decisioni.

Questa legge finanziaria, impostata sostanzialmente sulla riduzione delle risorse, penalizza l’Italia nel suo complesso, compromettendo la reale possibilità di uscire dalla crisi, e allo stesso tempo colpisce seriamente gli italiani all’estero, con tagli che si aggirano attorno al 60% dei fondi totali destinati alla promozione della lingua, della cultura, all’informazione, all’assistenza, alle sedi consolari.

Un’enormità per la nostra collettività, che vede inficiati tutti i capitoli di bilancio che riguardano i contributi per Associazioni ed Enti che operano per l’assistenza delle collettività italiane, le spese per l’assistenza e la tutela dei connazionali, quelle per attività culturali, educative, ricreative ed informative e quelle per la promozione della cultura e la lingua italiana.

Ma, in verità, cosa ben piccola per il bilancio dello Stato, che certo non avrà grande giovamento dalla riduzione di una spesa pubblica che, in definitiva, si aggira intorno ai 60 milioni di euro complessivi. “

28 de noviembre de 2008

Il bonus familiare toccherà i 1000 euro

 

L'una-tantum prevista tra le misure anti-crisi andrebbe da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 euro

ROMA - In attesa che venerdì il consiglio dei ministri vari la manovra complessiva anticrisi, ci sono le prime indiscrezioni su una delle misure più attese, il bonus familiare.

BONUS - Il bonus familiare, l'una-tantum prevista tra le misure anti-crisi, andrebbe da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 euro. Sarebbe questa l'ultima versione dei tecnici sul tavolo del governo che domani si appresta a varare il piano anticrisi. Il tetto di reddito salirebbe a 22.000 euro (rispetto ai 20.000 delle simulazioni iniziali).
Secondo le ipotesi tecniche, un pensionato solo, per esempio, prenderà un contributo di 200 euro se ha un reddito annuo fino a 15.000 euro. Per le famiglie gli scaglioni di reddito sarebbero tre: 17.000, 20.000, 22.000. Il contributo varierà anche a seconda del numero dei figli. Al massimo l'una tantum per le famiglie dovrebbe variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 1.000 euro. Secondo fonti tecniche al lavoro sul dossier, il costo di questa misura dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,3 miliardi di euro.

MISURE PER I PRECARI - Il provvedimento anticrisi prevede anche misure per i precari. Saliranno infatti dagli attuali 600 milioni a 1-1,2 miliardi di euro le risorse per gli ammortizzatori sociali. Il provvedimento estenderà inoltre la cassa integrazione in deroga anche ai lavoratori con contratto a termine e di somministrazione. A quanto si apprende da fonti ministeriali, per i collaboratori che non hanno un contratto di lavoro dipendente (ad esempio i co.co.pro), saranno previste forme di tutela non assimilabili alla cassa integrazione: probabilmente si tratterà di un una tantum.

tgcom

26 de noviembre de 2008

CONFERENZA MONDIALE GIOVANI ECCO IL PROGRAMMA DEFINITIVO!

 

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ARTICOLAZIONE DEI LAVORI

DOMENICA   7 DICEMBRE (durante il giorno arrivo dei delegati)

Ore 19,30    Serata di benvenuto offerta dal Comune di Roma (Palazzo delle Esposizioni)

LUNEDI'    8 DICEMBRE

Ore      9,00     Registrazione dei delegati

10,30   Conferenze Paese e Continentali

13,00   Pausa colazione

14,30   Ripresa lavori

18,00   Interruzione lavori

Sera libera

MARTEDI'  9  DICEMBRE

Ore      9,30     Costituzione gruppi tematici e inizio lavori

13,00   Interruzione lavori

Pomeriggio libero - sera libera

MERCOLEDI'  10  DICEMBRE

Ore      8,00     Trasferimento delegati alla Camera dei Deputati

10,00   Inizio Conferenza. Interventi  Presidente della Repubblica, Presidente del Senato,     Presidente della Camera dei Deputati.

12,00   Trasferimento FAO e colazione

14,30   Indirizzi saluto Sindaco di Roma, Segretario Generale CGIE, Presidente Conferenza Stato-Regioni.

15,00   Relazione Ministro degli Affari Esteri

15,30   Plenaria: interventi 15 delegati (5 per ogni Area geografica)

18,30   Interruzione lavori

Sera libera

GIOVEDI'   11  DICEMBRE

Ore      9,30     Lavori gruppi tematici

12,30   Pausa colazione

14,00   Interventi membri Governo: Ministro della Gioventù, Ministro dell'Istruzione,  Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Ministro per i Rapporti con le Regioni.

15,00   Ripresa lavori gruppi tematici

18,30   Interruzione lavori

20,30   Serata offerta in collaborazione dal Ministero dell'Istruzione e dalle Regioni 

VENERDI'  12   DICEMBRE

Ore      9,30     Discussione e approvazione documenti tematici.

12,30   Pausa colazione

14,00   Interventi personalità (Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della    Regione Lazio, On. Piero Fassino).

15,00  Plenaria

17,00  Lettura e approvazione Dichiarazione finale

17,30   Intervento Ministro degli Affari Esteri

18,00   Termine Conferenza

21 de noviembre de 2008

'NDuccio: ''Non so perché mi fate tanti complimenti…''

 

'NDuccio: ''Non so perché mi fate tanti complimenti…''

Si presenta cosí al compiaciutissimo pubblico di San Cristóbal il piú famoso cabarettista abruzzese ‘Nduccio. Ma ‘Nduccio, nome d’arte di Germano D’Aurelio, scemo non lo é affatto. Anzi! é uno…”scemo” intelligente. Con molta modestia ed umiltá, sa che deve anzitutto ironizzare su se stesso per poter mettere in luce i difetti e le virtú paesanotte dei suoi personaggi. In trent’anni di carriera ha portato nei locali e nelle piazze dei Paesi e dei centri anche piú piccoli d’Abruzzo la sua comicitá, tratta dalle piccole storie quotidiane di persone realmente conosciute o raccontate nei luoghi in cui hanno vissuto. Storie che per lo piú riassume in un solo personaggio, il “nonno”.

Perché questo fa realmente ‘Nduccio di mestiere: il ‘conta-storie’.  In due ore di battute esilaranti, l’artista dimostra una grande capacitá di analisi psicologica dei personaggi, la sua conoscenza della storia atavica della sua terra e dei popoli che le hanno dato vita, e gioca con virtuosimo con i vocaboli dialettali in un italiano maccheronico, di tal maniera che anche i non abruzzesi riescano a comprenderlo.

E a San Cristóbal, nel salone delle feste del Centro Italo Venezuelano, di cui é presidente un abruzzese, Aldino Rasetta, il pubblico eterogeneo ha captato perfettamente le sue battute. C’era chi non capiva l’italiano, figuriamoci il dialetto abruzzese!, ma si é registrato un fenomeno che a ‘Nduccio é piaciuto moltissimo: la traduzione simultanea. E “Germano-l’artista”, si é adattato alla platea, sciorinando le sue storielle con la solita grazia, ma cercando di far arrivare il piú possibile il suo umorismo dialettale con vocaboli comprensibili ed aiutandosi con la mimica.

Del resto, 40 esibizioni in tutto il mondo, lo hanno portato a conoscere nuove tipologie di pubblico. 40 viaggi (in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia ed ora Venezuela) dove ha voluto anzitutto stabilire un contatto personale con i corregionali e farsi raccontare le loro storie di emigrazione. Questo ‘scendere tra la folla’ gli permette di conoscere nuove realtá, ma denota soprattutto la sua sensibilitá umana.

In chiusura del suo show, dopo due ore di sane risate, canta alcune canzoncine popolari abruzzesi e coivolge anche il pubblico invitando qualcuno a salire sul palco. Poi, di botto, scende il silenzio e commozione in sala: racconta la storia di Joe (Giuseppe) , di Perth, del suo dolore straziante nel momento in cui la nave Garibaldi si staccava dal molo di Napoli verso l’Australia cinquant’anni prima, della sua nostalgia per il suo paese che non aveva mai piú rivisto. Racconta che ha voluto registrare con la video-camera la serata in suo onore con tutta la sua famiglia, compari e amici, perché quando ‘Nduccio sarebbe partito, nel rivedere il filmato avrebbe fatto finta di avere ancora la sua presenza in casa sua. Perché chissá se lo avrebbe rivisto piú… ‘Nduccio gli promise che sarebbe tornato l’anno dopo. E cosí fu. Ma Joe non c’era piú. Era morto, senza rivedere ‘Nduccio e senza rivedere il suo paese. Questo episodio lo ha toccato nel piú profondo, tanto che gli ha dedicato una canzone dolcissima. Una storia quella di Joe, che putroppo é una tra migliaia tra i connazionali in tutto il mondo.

Questo e altro é ‘Nduccio. Per questo il presidente della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela, Giovanni Margiotta, che lo conosceva benissimo come artista giá dall’Italia, tre anni fa chiese al Dr. Donato di Matteo, allora neo eletto presidente del CRAM, di portarlo in Venezuela. Da allora, il CRAM Abruzzo ha inviato il celebre cabarettista in tutto il mondo (i soldi della Regione non potevano essere spesi meglio). Margiotta, dal palco di San Cristóbal, ha ringraziato calorosamente il CRAM per aver preso in considerazione questa parte del mondo, ma soprattutto la Federazione composta da nove Associazioni Abruzzesi, ed ha voluto presentare ‘Nduccio nella cittá andina per offrire anche alle zone interne la possibilitá di apprezzare uno spettacolo memorabile per i corregionali, ben sapendo che a San Cristóbal, non solo Aldino Rasetta é presidente del Centro Italo-Venezuelano, ma lo é anche dell’Associazione Abruzzese del Táchira e con la sua giunta direttiva é uno dei piú ospitali del Paese.

Al termine dello show, il Presidente Rasetta, accompagnato dai fondatori dell’Associazione andina Fantino Capoccioni ed Enzo Marrone, hanno consegnato all’artista una targa di riconoscimento per la sua diffusione nel mondo della cultura abruzzese. Altrettanto, il Presidente Margiotta, a nome della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela, gli ha conferito “…onore al merito in riconoscimento alla sua opera , giacché portando nel mondo la sua comicitá tipica dialettale, la sua musica e la cultura abruzzese, ha potuto unire idealmente gli abruzzesi all’estero alla Terra d’origine, convertendosi cosí nel vero

                   “AMBASCIATORE DELL’ABRUZZESITÁ NEL MONDO”.

Non se l’aspettava, ‘Nduccio, questo riconoscimento. E se n’é andato contento e commosso.

Una serata da incorniciare a San Cristóbal, con il rammarico di non avere avuto a disposizione altre serate per la presentazione del bravissimo ‘Nduccio nelle altre cittá del Venezuela. Se lo aspettano gli abruzzesi residenti nel Paese, se lo merita l’artista. La speranza é che per l’anno prossimo, il nuovo CRAM voglia ripetere l’esperienza, di concerto con le Federazioni Abruzzesi di tutto il mondo, per continuare ad unire idealmente gli abruzzesi all’estero alla Regione Abruzzo.

Germana Pieri.

17 de noviembre de 2008

Costituita L’Associazione Baresi nel Mondo

Antonio Peragine è il presidente

BARI - E' stata costituita l’“Associazione Baresi nel Mondo” – Organizzazione non lucrativa di utilità sociale ”Onlus”, in sigla ABM.

La nascita del nuovo organismo si è resa necessaria per i mutamenti intervenuti nel settore delle politiche migratorie in Italia e nella Regione Puglia e dalle numerose richieste pervenute da baresi e pugliesi  residenti all’estero che non si riconoscono nelle associazioni attualmente presenti in Italia e all’estero e che desiderano essere rappresentati degnamente e avere maggiore informazioni e conoscenza delle cose baresi e regionali.

L'Associazione Baresi nel Mondo opera per la migliore difesa dei diritti umani e della dignità del cittadino italiano nel mondo e della sua identità barese e farà sentire la sua voce a difesa anche dell’informazione e svilupperà tutte le iniziative idonee per creare le condizioni di carattere politico, sociale ed economico per un mercato globale più equilibrato.

L’Associazione Baresi nel mondo in sigla “ABM”, al di fuori dell'ambito della Provincia di Bari, sia all'estero che in Italia, promuove e organizza "Famiglie Baresi", comunque denominate, alle quali possono liberamente aderire i soci stessi. Tali nuclei agiscono in armonia con i programmi e le finalità dell'Associazione.

Ai fini di una maggiore incisività dell'azione associativa, le Famiglie Baresi possono costituire organismi di collegamento tra di loro, aventi competenza territoriale limitata ad un singolo Paese o ad un'area geografica omogenea di più Paesi.

Le Famiglie Baresi sono dotate di propri regolamenti, redatti in conformità allo statuto e al regolamento dell'Associazione.

L'A.B.M. nei territori, sia in Italia che all'estero, in assenza dei requisiti per la costituzione di una Famiglia Baresi, così come previsti dal regolamento, può nominare un proprio rappresentante di zona che agisca nei confronti delle istituzioni locali.

Egli svolge funzioni di coordinamento per tutti i soci residenti nel territorio di sua competenza, in spirito di collaborazione con le Famiglie Baresi territorialmente più vicine ed ha titolo a far parte degli eventuali organismi di coordinamento.

Inoltre l'ABM, per il perseguimento di propri scopi, si propone di sensibilizzare le nuove generazioni al fenomeno migratorio promuovendo apposite attività aggregative in accoglimento di proposte e istanze del mondo giovanile. A tal fine può istituire o riconoscere sezioni o gruppi organizzati, coordinati da dirigenti all'uopo delegati dagli organi direttivi delle Famiglie.

Gli obiettivi che l’Associazione Baresi nel Mondo si propone, in particolare sono:

1-  promuove l’aggregazione e la crescita sociale, economica e culturale dei Baresi nel mondo, dei loro discendenti e degli ex emigranti, soprattutto attraverso la costituzione di “Famiglie Baresi”, “Famiglie di ex emigrati”, all’estero e in Italia;

2. sostiene i Baresi nel mondo nelle loro necessità sociali, in particolare nei rapporti con le istituzioni;

3. contribuisce a diffondere e far conoscere la storia e la cultura dell’emigrazione barese, nonché pugliese ed italiana, perché ne vengano sempre più riconosciuti i contenuti e i valori;

4. promuove e partecipa a iniziative intese a ricongiungere i discendenti dei Baresi nel mondo con le loro “radici” e a favorire nei Paesi di residenza il mantenimento della cultura, delle tradizioni e della lingua dei luoghi di origine;

5. collabora con la Regione, la Provincia di Bari, l’Università, i Comuni ed altri Enti locali, le altre associazioni e istituzioni in programmi e attività rivolte al mondo dell’emigrazione;

6. si impegna in ogni azione volta al progresso socio-economico e culturale della provincia di Bari e nei territori in cui è presente e opera;

7. promuove e sostiene iniziative di accoglienza, integrazione, formazione, solidarietà e quant’altre ritenute utili a favore degli immigrati e di sostegno a quanti intendono emigrare;

8. aderisce ad altre realtà associative, italiane ed estere, con accordi di collaborazione, di rappresentanza, di riconoscimento reciproco, di scambio di servizi e attività;

9. partecipa o promuove iniziative di servizio per i propri soci.

Per il conseguimento delle predette finalità, l’ABM può promuovere iniziative per raccogliere fondi a fini di autofinanziamento, offrire spazi pubblicitari, predisporre e gestire strutture con spazi e ambienti idonei allo svolgimento di attività e servizi compatibili con gli scopi sociali, realizzare luoghi di incontro al fine di favorire la vita associativa, svolgere in genere ogni altra attività ritenuta utile per i propri scopi, anche in collaborazione con istituzioni, enti pubblici e privati, altre associazioni, singole persone.

L’Associazione, infine, in attuazione delle predette finalità, svolge attività formativa.

Alla guida del nuovo organismo di tutela e di assistenza dei baresi nel mondo sono stati chiamati  a farne parte, tra gli altri, il dr. Antonio Peragine, presidente; la dott.ssa Nunzia Bernardini Pepe,vice presidente; prof.ssa Lucia Fenuta; prof.ssa Rosaria Pepe, prof. Paolo Leoci, imprenditore e docente universitario e residente a Mosca e il prof. Vito Schingaro, docente universitario, consiglieri.

Il presidente Antonio Peragine rivolge un appello a quanti hanno a cuore i baresi residenti in ogni parte dell’Italia e nel mondo, i rimpatriati e immigrati a collaborare con l’AMB per dare forza e sostegno alle iniziative che si andranno ad intraprendere per la valorizzazione del nostro territorio e del “made in Puglia ”.

Invito particolare Peragine rivolge ai circa 400.00 baresi residenti all’estero, di cui circa 100.00 iscritti nelle liste elettorali, ed ai baresi residenti fuori Regione a far parte dell’AMB al fine di costituire le “Famiglie Baresi” e  valorizzare la baresità in ogni angolo del mondo. (Per informazione e adesioni: info@baresinelmono.it - presidente@baresinelmondo.it - tel. +39.337.7052075 - 320.0482680). (Inform)

 

RAPPORTO MIGRANTES: "ECCO ALCUNI DATI SUGLI ITALIANI ALL'ESTERO"

 

ITALIANI NEL MONDO- Il numero degli italiani nel mondo è aumentato di oltre 200 mila unità rispetto allo scorso anno. 3.734.428 i residenti italiani all’estero e almeno 60 milioni gli oriundi italiani nei cinque continenti.
I flussi migratori- Nei paesi europei (56,7%), in America (37,9%), in Oceania (3,4%), in Africa (1,3%), in Asia (0,8%). In due casi su tre, l'emigrato è proveniente da una regione del sud (36,2%), mentre il 19,4% dalle isole, il 15,4% dal nord est, il 14,6% dal nord ovest, il 14,4% dal centro. Il 52,8% sono celibi e nubili; il 39% è coniugato e il 2,7% vedovo. Il 45% (1.774.677) sono donne.
Secondo i dati forniti dal Rapporto la regione italiana con più emigrati è la Sicilia con 629.114 residenti all’estero, seguita dalla Campania con 395.064, la Calabria con 328.910 e il Lazio con 308.966. Il comune con più presenze è Roma (207.769), seguita da Milano con 41.894 e Napoli con 32.179 residenti all’estero.
Nati all’estero- Sono 3.734.428 gli italiani residenti all'estero (dati Aire dell'aprile 2008) ma solamente il 59% è effettivamente emigrato dall’Italia. Il 34,3% è, invece, nato all'estero.
Dal 1990 al 2007, le nascite sono state 433.691, circa 24.000 all’anno, una ogni 20 nascite in Italia. Il totale degli iscritti all'Aire per nascita è di 1.280.065 persone. Il legame che questi giovani insturano con l’Iitalia, recita il Rapporto Migrantes è diverso da quello dei propri genitori. “Il loro senso di italianità riveste diverse implicazioni sociali e culturali che i giovani di per sé non rifiutano, a condizione di esplicitarle in maniera concreta e di comporle con il fatto di vivere in un'altra società. Essi insistono su una maggiore cooperazione economica con in paesi dove risiedono, e molto pragmaticamente, restano aperti a uno scambio che li possa aiutare anche nella loro vita professionale”.
Emigrazione giovane- Secondo il Rapporto, i cittadini italiani residenti all’estero ad aprile 2008 sono 3.734.428. Di questi oltre la metà (54%) è costituito da giovani al di sotto dei 35 anni. Il 60,6% (1,2 milioni) di questa popolazione under 35 è concentrata in Europa. Tra chi ha meno di 35 anni, 3 su 10 (606 mila)  sono minorenni e 2 su 5 fanno parte della classe di età 18-24.
Si tratta in massima parte dei neolaureati che lasciano l’Italia per il Regno Unito (19,2%), la Francia (12,6%), la Spagna (11,4%) e gli Usa (9,8%). Elaborando i dati di Almalaurea, consorzio delle più importanti università italiane, la Fondazione Migrantes ha potuto dare un volto a questi giovani “cervelli in fuga” che, a differenza delle generazioni passate che hanno lasciato l’Italia, non sognano affatto di rientrare in Italia. A cinque anni dalla laurea, sono, infatti, 52 su 100 i laureati occupati all'estero, principalmente con titoli nel ramo scientifico e tecnologico, che considerano molto improbabile il loro ritorno.
CULTURA- Sono 34.689 i corsi di lingua e cultura italiana promossi dal Ministero degli Affari Esteri nell’anno scolastico 2006/2007, per un totale di iscritti che sfiora le 650 mila unità.
Da sola, la Società Dante Alighieri coinvolge con i suoi corsi oltre 200mila studenti.
Il Rapporto Migrantes presenta anche una ricerca sperimentale condotta con il patrocinio di Acli, Epasa, Inas, Sias. Sebbene il campione non soddisfi appieno i criteri di rappresentatività, le interviste hanno permesso di svelare alcuni aspetti nuovi del modo di vivere degli italiani all’estero.
Dai risultati della ricerca emerge un miglioramento della loro situazione. Casa di proprietà e, in molti casi, secondo immobile in Italia dove trascorrono parte delle vacanze. Sono molto legati alla religione e alle vicende del nostro Paese, di cui si interessano leggendo giornali italiani e guardando i programmi Rai.

 

 

 

 

16 de noviembre de 2008

GIOVANI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO – CONGRESSO CONFAPI: SANFELICE(PRES.GIOV.CONFAPI):"FONDAMENTALE L'ACCESSO AL CREDITO PER LE PMI". GALASSI (PRES.CONFAPI):" E' IL "MADE IN ITALY INSIDE" CHE DA LUSTRO AL PAESE"

 

“È importante, anzi fondamentale che la nuova generazione dell'imprenditoria italiana si incontri e proponga un ruolo di riflessione al mondo economico, al sistema delle istituzioni e della pubblica amministrazione, alla politica e al sindacato, al settore del credito, al mondo accademico”  ha affermato Paolo Grassi, presidente Confapi, al Congresso Nazionale giovani imprenditori di Confapi, dal titolo “Responsabilmente: Stato, mercato e concorrenza”, che si è tenuto oggi, presso la Sala Capranica, a Roma.
  “Le imprese in un momento di grande stagnazione hanno bisogno che la propria vita venga immediatamente agevolata, e questo vuol dire una burocrazia che risponda alle proprie esigenze ed una semplificazione dell'accesso al credito” ha affermato  la neoeletta presidente dei Giovani Confapi, Valentina Sanfelice spiegando la scelta del titolo. 
  “ E' necessario far sentire la voce dell'impresa ai molti che in troppi casi hanno dato ascolto quasi esclusivamente alle sirene della finanza allegra, degli investimenti ad alto rischio, dei giochi con i capitali altrui, in un meccanismo diabolico di allontanamento dall'economia reale. - ha proseguito Galassi - Se non altro questa crisi di dimensioni globali, con conseguenze che sentiremo per tutto il 2009, ha rimesso al centro il vero produttore di ricchezza sociale e monetaria: il lavoro, cioè la produzione, l'industria manifatturiera. Il grande comparto della piccola e media impresa, sia industriale sia di servizio alla produzione, oggi avverte con forza crescente i morsi della congiuntura sfavorevole. Lo avete sentito questa mattina nella presentazione dell'indagine Confapi-Unicredit, in cui i dati sia consuntivi sul primo semestre sia preventivi sul secondo semestre 2008 non lasciano proprio spazio alla fantasia. Stiamo entrando io un tunnel pericolosissimo, in cui l'evidenza maggiore è data dal rischio occupazionale: se non si inverte subito la rotta, con un'azione governativa più incisiva sul sostegno alle imprese, da qui a Natale rischiano la cassa integrazione almeno 150mila lavoratori in tutta Italia.”
    Sanfelice ha auspicato che la pubblica amministrazione si faccia “garante di tempi certi di pagamento”. Dello stesso sapere il Presidente della Camera Gianfranco Fini, che nel saluto alla giovane presidente ha dichiarato:  “il ruolo che i giovani imprenditori svolgono, con il dinamismo e l'operosità da sempre profusi per lo sviluppo dell'economia, costituisce una grande risorsa per il nostro paese, che le nostre istituzioni devono sostenere ed incoraggiare costantemente. Nell'auspicare che i vostri lavori possano dare un importante contributo al dibattito sulle prospettive di rilancio economico e di recupero di competitività del nostro paese - ha concluso Fini - formulo a tutti un sincero augurio”.
    Non poteva mancare il saluto del ministro della gioventù, Giorgia Meloni, che nel sentirsi molto vicina ai giovani imprenditori, definiti da lei “spina dorsale della nostra economia e fonte di lavoro e reddito”, ha affermato “ritengo indispensabile che lo Stato risponda alla richiesta di formazione che viene dal mondo dell'impresa, attraverso una collaborazione più stretta con le aziende, finalizzata all'inserimento in ambito lavorativo di giovani sempre più qualificati e preparati. Aiutare le pmi a “fare sistema”, visto che hanno già dimostrato di saper cogliere le opportunità quando la collaborazione delle istituzioni ed il mercato le hanno concesse: penso alla felice esperienza dei distretti industriali, sviluppatisi con successo anche nell'Italia Meridionale. Purtroppo alcuni di essi, sopratutto quelli tessili e dell'industria del mobile, sono oggi in forte sofferenza a causa dell'agguerrita concorrenza, non sempre leale, proveniente da altre nazioni. Uno dei segreti del successo di quella esperienza fu la capacità delle pmi di trasferire a livello mondiale i patrimoni di conoscenze del territorio, riuscirono a realizzare una connessione locale-globale molto fruttuosa. - ha concluso la Meloni - È ora che si riprenda a concertare strategie che possano rinnovare i successi conseguiti, per il bene di tutti i nostri giovani e della nostra nazione.”
  “Il ministro Tremonti - ha sottolineato Galassi - ha annunciato l'adozione di misure più dirette a favore del sistema imprenditoriale, in particolare sul versante dell'incremento del capitale di garanzia dei consorzi fidi. Ma altri provvedimenti sono allo studio e hanno come obiettivo quello di far giungere le risorse direttamente alle imprese, senza dispersione nei mille rivoli di enti e flussi inutili. Questo è un passo che va nella direzione auspicata da Confapi, così come l'accordo sottoscritto da Unicredit con le diverse associazioni datoriali, che per quanto riguarda la piccola e media impresa metterà a disposizione fondi per 2 miliardi di euro. L'aspetto rilevante è che Confapi è stata chiamata al tavolo di governance delle regole che stabiliranno la ripartizione di questo importante finanziamento. Ma si tratta pur sempre di azioni sul breve periodo, indispensabili per consentire a migliaia di imprese di sopravvivere. E' chiaro che Confapi sta guardando al prossimo decennio, alle condizioni del bilancio dello Stato e alle politiche economiche che dovrebbero essere attuate per dare finalmente carburante al settore manifatturiero. Per sostenere un processo di crescita delle nostre aziende tale da favorire il superamento dello stato di rallentamento dell'economia e avviare un vero rilancio, basato su solide prospettive di sviluppo della produzione e dei mercati, occorre pensare a iniettare quanta più ricerca e innovazione nei processi aziendali.”
    “Allora – ha stigmatizzato Galassi - diventa improcrastinabile un intervento deciso sul fronte della detassazione degli utili reinvestiti, come richiesto da Confapi in una proposta di legge presentata al governo: bisogna assolutamente agevolare, in termini fiscali, chi reinveste il proprio utile nel miglioramento e nel rinnovamento del capitale umano, gestionale, produttivo e tecnologico dell'azienda. Molti tra di voi si trovano nella situazione di un passaggio generazionale, da affrontare tenendo conto di due principi opposti eppure convergenti: da un lato conservare l'intuizione del fondatore, che ha dato consistenza e solidità alla storia dell'impresa; dall'altro, aprirsi al nuovo, liberare pensieri ed energie creative verso nuove produzioni, nuove tecnologie, nuovi mercati. Per conciliare queste esigenze e prefigurare un futuro evoluto per l'azienda, servono risorse umane, tecniche e finanziarie, ma sopratutto serve un segnale forte di fiducia da parte delle istituzioni: smettiamola di tassare io modo così pressante l'intelligenza e lo spirito di chi intraprende, facciamo in modo che un'ampia fetta della ricchezza prodotta possa tornare a nutrire la crescita aziendale.”
  “'Da parte nostra - ha precisato il presidente di Confapi - come imprenditori senior e junior, continuiamo a credere nella prospettiva positiva delle nostre azioni. Girando per l'Italia, incontrando gli imprenditori del sistema Confapi, continuo a registrare casi di imprese che investono nel futuro, che aprono nuovi stabilimenti, unità produttive, laboratori. La politica ancora non si è accorta di questo fenomeno, un vero e proprio Rinascimento industriale nel campo dell'alta tecnologia e delle produzioni manifatturiere di alta qualità nei settori della meccanica,  delle macchine utensili, dell'elettronica, della plastica, dell'impiantistica”.
  “Noi - ha concluso Galassi - vogliamo che se ne accorga prima di arrivare a pensare che nel nostro Paese l'economia la si fa ancora con il 'made in Italy' fabbricato all'estero o con i marchi del lusso. No, la nostra economia è retta da quel sistema di piccola e media industria forse più conosciuta all'estero che in Italia. E' la produzione ' Italy inside' che dà lustro e ricchezza al nostro Paese. È di questa dinamica tradizione produttiva che dovete continuare a essere interpreti e protagonisti.”(15/11/2008-ITL/ITNET)