17 de marzo de 2009

In Venezuela prosegue la lotta ai sequestri di persona con il contributo della collettività

In un’intervista sul quotidiano italo-venezuelano La Voce d’Italia, il vice Questore all’Ambasciata italiana di Caracas Carlo Mazza invita la collettività a collaborare con le forze dell’ordine per sconfiggere la piaga dei sequestri di persona

image CARACAS – Mauro Bafile intervista per La Voce d’Italia il vice questore aggiunto Carlo Mazza, responsabile dell’Ufficio antidroga dell’Ambasciata italiana a Caracas, in merito alla lotta ai sequestri, preoccupante fenomeno a danno sempre più spesso della collettività italo-venezuelana.

L’ufficiale di polizia insiste sulla necessità, per sconfiggere questo tipo di crimini, del contributo della collettività, in questo momento vittima della delinquenza. “La collettività può trasformarsi nella componente essenziale alla lotta ai sequestri – afferma Mazza, - capace di dare una svolta determinante in chiave di prevenzione e di collaborazione”.

Egli ricorda che proprio in Italia, quando negli anni ’80 il fenomeno raggiunse caratteristiche simili a quelle oggi riscontrate in Venezuela, “Il Paese sconfisse la piaga dei sequestri – dice - dotandosi di una normativa efficace, accompagnata dallo sviluppo di tecniche investigative efficienti”.

Il vice questore si riferisce in particolare al “blocco dei beni”, spiegando che “esso non deve essere considerato uno strumento invasivo, che incide sulla libertà dei familiari della vittima. Per essere realmente efficace – puntualizza Mazza – esso deve essere accompagnato da un atteggiamento costruttivo e collaborativo dei familiari, nella consapevolezza che la sua adozione risulta strumentale allo sradicamento del fine stesso di ogni sequestro: l’arricchimento illecito”.

Mazza si sofferma quindi sul ruolo dell’esperto anti-sequestro, figura “sui generis” inventata per il caso specifico del Venezuela. Esso non rientra nella categoria diplomatica ed è alle dipendenze funzionali dell’Unità di Crisi del Mae. Non è un funzionario di polizia “prestato alla diplomazia” ma una sorta di ufficiale di collegamento in forza all’ufficio antisequestro permanente, che esiste solo in Venezuela e svolge un ruolo assai delicato, rispondendo ad una realtà che, si spera, possa essere  modificata in un futuro prossimo. “L’esperto ha il ruolo di agevolare l’opera­ti­vità delle Forze dell’ordine – spiega il vice Questore – fornendo loro tutti gli elementi informativi utili alle indagini; promuovendo la partecipazione ed il contributo dei familiari della vittima alle indagini attraverso la messa in luce di tutte le informazioni a loro disposizione”. Oltre al suo impegno di “ponte tra la famiglia della vittima e la polizia”, l’esperto suggerisce anche tecniche investigative e promuove l’impiego di tecnologie particolari.

Gli esperti della polizia italiana sono presenti in questo periodo in Venezuela per partecipare a corsi di formazione organizzati per i colleghi della polizia locale. Il vice questore Mazza, che ha partecipato insieme agli specialisti italiani e all’ambasciatore Luigi Maccotta ad incontri in materia di prevenzione anti-sequestri con le collettività italiane a Caracas e Maracaibo, sottolinea la fiducia riposta nei colleghi locali delle forze dell’ordine. “E’ impensabile poter trasfondere una professionalità su esperti che hanno la sensibilità del proprio Paese – spiega Mazza. - Un poliziotto italiano non può pensare di fornire la bacchetta magica al collega venezuelano che conosce meglio di qualsiasi altro il proprio Paese e le sue problematiche sociali. Il punto è far capire ai colleghi venezuelani che esistono strumenti investigativi particolarmente efficaci per agevolare il loro lavoro e persuaderli che, anche grazie ad essi, in Italia siamo arrivati a sconfiggere la piaga del sequestro”.

“Non siamo venuti qui per fornire ricette – ha spiegato il vice questore aggiunto della Polizia di Stato, Andrea Grassi, a capo della squadra di esperti che ha collaborato insieme a 55 colleghi della polizia locale, nel corso dell’incontro con la collettività a Caracas. – “Il crimine non si combatte con il panico, ma armonizzando leggi e realtà”. E’ indispensabile, per una ottimale armonizzazione, che le collettività collabori il più possibile con le forze dell’ordine, nella prevenzione e nelle indagini, denunciando immediatamente la scomparsa di un familiare e confidando, in momenti psicologicamente complessi, dell’esperienza e della capacità delle forze di polizia. (Inform)

1 comentario:

  1. Si, en realidad es muy preocupante la cantidad de secuestro y extorsión que a menudo tienen nuestros hermanos italianos aquí en Venezuela.

    La investigación eficiente pudiera ser una ayuda para disminuir este tipo de crímenes como lo indica Mazza, pero con tanta corrupción hasta algunos de los investigadores terminan involucrados en estas bandas.

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